Bper Banca, nasce la direzione regionale Lombardia Nord: a Sondrio il nuovo presidio con mille dipendenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da oggi, lunedì 20 aprile 2026, gli sportelli della ex Banca Popolare di Sondrio, che fino a venerdì rappresentavano un’isola finanziaria autonoma nell’arco alpino, sventolano ufficialmente la bandiera del gruppo Bper Banca. L’operazione di integrazione, iniziata nel febbraio 2025 con il lancio dell’offerta pubblica di scambio e perfezionata nello scorso mese di agosto con il passaggio formale delle quote, diventa operativa a tutti gli effetti con la nascita della nuova Direzione Regionale Lombardia Nord. Con sede nel capoluogo valtellinese, questa struttura si pone come un tassello fondamentale nel ridisegno della mappa organizzativa dell’istituto modenese, aggiungendosi alle nove direzioni regionali già esistenti di Bper e alle due del Banco di Sardegna.

La nuova macro-area, che sarà guidata da Luca Romellini – manager con oltre trentacinque anni di carriera maturati proprio all’interno della banca di Sondrio, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a diventare direttore centrale – non si limita a inglobare il cuore pulsante della Valtellina. La sua competenza territoriale si estende a un bacino che abbraccia le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, creando così un polo di dimensioni rilevanti nel nord della regione. Un dato che emerge chiaramente dai numeri: sotto la nuova regia confluiranno circa duecento sportelli, organizzati in tre aree territoriali, quattro centri imprese dedicati al tessuto produttivo locale e tre centri private, con una squadra di circa mille colleghi messi al servizio di oltre trecentocinquantamila clienti.

Un assetto da “super banca” e le cifre del gruppo integrato

L’operazione che si concretizza oggi non rappresenta solo un semplice cambio di insegna, ma segna un vero e proprio salto dimensionale per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Gianni Franco Papa. L’addio al marchio storico della Popolare di Sondrio, che per decenni ha rappresentato uno degli istituti di credito più radicati nella provincia, si inserisce in una strategia di consolidamento che restituisce l’immagine di un colosso del credito italiano. A livello complessivo, la fusione dà vita a un aggregato che può contare su circa ventitremila dipendenti, una base clienti di due milioni di persone, sei milioni di conti correnti e una mole di asset finanziari gestiti che supera i quattrocentoventi miliardi di euro.

Per il territorio valtellinese, che già in passato aveva assistito all’assorbimento del Credito Valtellinese da parte di Crédit Agricole Italia, la perdita della propria autonomia bancaria storica rappresenta un passaggio epocale. Tuttavia, nel disegno di Bper, la nascita di questa direzione regionale non vuole essere un semplice atto burocratico di accentramento, bensì un presidio strategico per mantenere alta l’attenzione sulle specificità economiche locali, cercando di coniugare la solidità e la capacità di investimento di una grande banca nazionale con la prossimità che caratterizzava l’istituto precedente.

Il ruolo di Luca Romellini e la sfida dell’integrazione

La scelta di affidare la guida della nuova direzione proprio a Luca Romellini, una persona il cui percorso professionale è indissolubilmente legato alla storia della Popolare di Sondrio, appare una mossa calibrata per facilitare l’innesto culturale tra le due realtà. Dovrà gestire un passaggio delicato per i dipendenti e i clienti, trovandosi a dover unire due modelli operativi diversi; un compito che, sulla carta, mira a valorizzare la presenza del gruppo in un’area ad alta vocazione produttiva senza strappare le radici che legano la banca al territorio.

I riflessi di questa integrazione, va detto, sono stati accompagnati da un intenso lavoro sindacale volto a definire le tutele del personale coinvolto. Sebbene l’aspetto industriale sia segnato dall’efficienza e dalla riduzione dei costi, le intese sottoscritte nelle settimane precedenti hanno previsto, per i lavoratori provenienti dall’istituto valtellinese, il mantenimento di alcune specificità contrattuali come le borse di studio e un progressivo adeguamento del welfare aziendale, incluso l’aumento del ticket pasto e dei contributi al fondo pensione, nel tentativo di assorbire il nuovo personale senza frizioni eccessive.

La scomparsa di un distretto finanziario autonomo

Con l’operatività odierna, Sondrio dice addio al suo ruolo di quartier generale di un distretto finanziario autonomo. Un aspetto, questo, che la cronaca locale non può ignorare: la città perde la sua principale eccellenza bancaria indipendente, un’istituzione che per generazioni ha finanziato l’economia della provincia e che oggi diventa una articolazione periferica, seppur qualificata, di un grande gruppo emiliano. È la fine di un’era per la Valtellina, che si trova ad affrontare una nuova fase della sua storia economica, in cui le leve del credito locale non verranno più azionate da una direzione generale autonoma ma da una direzione regionale, per quanto potenziata e strategica possa essere nella visione di Bper.

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