Bper Banca, addio Popolare di Sondrio: nasce la direzione regionale Lombardia Nord

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È ufficiale da questa mattina, lunedì 20 aprile 2026, il completamento dell’integrazione tra Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio, un’operazione che – dopo il lancio dell’OPAS avvenuto nel febbraio del 2025 e il successivo via libera nei mesi estivi di quello stesso anno – si traduce ora in un nuovo assetto territoriale di fatto operativo. L’istituto valtellinese, che pure conservava un forte radicato simbolo di autonomia finanziaria per l’intera provincia, entra così definitivamente nel perimetro del gruppo guidato dall’amministratore delegato Gianni Franco Papa, portando con sé una rete di competenze e sportelli che vanno a ingrossare le fila di un colosso nazionale. Con questa fusione, la nuova entità bancaria risultante può contare su numeri ragguardevoli: circa 23 mila dipendenti, oltre 2 mila filiali sparse sul territorio, una base clienti che sfiora i 6 milioni di utenti e la gestione di asset finanziari che superano quota 420 miliardi di euro.

Un presidio strategico per la Valtellina e le province limitrofe

La novità più rilevante per il tessuto economico locale, che già aveva assistito in passato all’assorbimento del Credito Valtellinese nel circuito Crédit Agricole Italia, è rappresentata dalla nascita della nuova Direzione Regionale Lombardia Nord. Con sede proprio a Sondrio – e precisamente negli storici uffici di piazza Garibaldi, dove questa mattina si respirava un’aria sospesa tra la fine di un’era e l’inizio di un’altra – la direzione è stata affidata alla guida di Luca Romellini. Questa nuova struttura non è un semplice riassetto burocratico, bensì un presidio strategico che mira a coordinare un’area vasta e produttiva: il suo raggio d’azione si estende infatti su tutta la Valtellina, le province di Como, Lecco, Monza e Brianza. Lo farà attraverso una macchina organizzativa complessa, che snocciola numeri impressionanti per la sola macro-area: circa 200 sportelli, sapientemente articolati in 3 aree territoriali, 4 centri imprese dedicati al tessuto produttivo e 3 centri private per la gestione dei patrimoni più consistenti.

L’impatto sul distretto finanziario e l’integrazione dei numeri

Se da un lato si chiude simbolicamente il capitolo della storica banca valtellinese, dall’altro l’operazione regala a Bper un’accelerazione decisiva nella penetrazione del mercato lombardo, regione dove la presenza dell’istituto toccherà ora una quota del 18% per numero di filiali. La nuova direzione regionale, che si aggiunge alle 9 già esistenti in Bper e alle 2 del Banco di Sardegna, rappresenta il tassello finale di un percorso di crescita che nell’ultimo decennio ha visto l’acquisto di Carife (2017), Unipol Banca (2019), il maxi-pacchetto di sportelli Ubi-Intesa (2020) e la rilevazione di Carige (2022). Per la sede centrale di Sondrio, che mantiene un ruolo nevralgico ospitando la regione appena nata, si tratta di una riconversione profonda: l’atmosfera raccolta in piazza Garibaldi testimonia la fine di un’indipendenza che durava da decenni, mentre la macchina organizzativa si mette in moto per servire oltre 350 mila clienti affidati a circa mille professionisti del credito.

La transizione operativa e la gestione del personale

Dal punto di vista operativo, l’integrazione non riguarda solo i sistemi informatici e gli IBAN, ma anche e soprattutto le risorse umane: l’accordo siglato nei mesi scorsi con le rappresentanze sindacali, tra cui la Fisac Cgil e la First Cisl, ha definito le tutele per i lavoratori provenienti dall’istituto inrato. Tra le clausole più rilevanti spiccano l’armonizzazione dei trattamenti economici – con l’aumento progressivo del ticket pasto fino a 9 euro entro il 2028 e l’incremento del contributo aziendale al fondo pensione – nonché il mantenimento temporaneo di alcune specificità come le borse di studio per i figli dei dipendenti. Il gruppo, forte di una quota di mercato nazionale dell’11% e di una rete concentrata per il 58% nelle aree a maggiore densità produttiva, si prepara quindi ad affrontare la nuova fase senza particolari scossoni organizzativi, puntando sulla continuità territoriale nonostante il cambio di insegna sotto il profilo legale e strategico.

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