milano, la movida insanguinata: i due fratelli arrestati per la violenza all’alba

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La movida milanese, che di solito si racconta attraverso la lente degli smartphone e i filtri patinati dei locali esclusivi, restituisce stamattina un’immagine molto più cupa e animalesca. Intorno alle cinque, in largo La Foppa – a due passi da corso Como e dalla celebre discoteca Hollywood – la notte si è trasformata in un incubo per una giovane donna e i suoi due amici, usciti da poco dal locale. È qui che due fratelli, un ventunenne e un minorenne di diciassette anni, hanno inscenato quello che le indagini definiranno un tentativo di violenza sessuale aggravato, seguito da una rapina e da un pestaggio. Un episodio – avvenuto in realtà lo scorso 8 aprile ma solo ora oggetto di provvedimenti definitivi – che restituisce con crudezza la fragilità della sicurezza percepita, anche e soprattutto nei quadranti che la movida cittadina considera i più sorvegliati.

L’aggressione segue un canovaccio che purtroppo gli investigatori del commissariato Garibaldi-Venezia conoscono bene: l’approccio apparentemente innocuo. I due giovani, che secondo le ricostruzioni sarebbero di origine ucraina e residenti a Cinisello Balsamo, si sarebbero avvicinati al gruppetto con la scusa di chiedere una sigaretta. Un pretesto, questo, che ha permesso loro di abbassare la guardia delle vittime. Offerta la droga – rifiutata – la situazione è degenerata in pochi secondi: il minorenne ha afferrato la ragazza con forza, allontanandola dal gruppo e trascinandola verso una panchina riparata da fioriere all’incrocio tra via Varese e via Volta, mentre il fratello maggiore bloccava fisicamente gli amici per impedire loro di intervenire.

È stato proprio il grido disperato della giovane – «Mi vuole stuprare!» – a rompere l’accerchiamento, consentendo a uno dei due amici di divincolarsi e raggiungerla, interrompendo di fatto l’azione violenta del diciassettenne. Questo tentativo di salvataggio, però, è costato caro al gruppo: il ragazzo è stato brutalmente picchiato con calci e pugni (riportando la lesione di un osso della caviglia) e derubato del borsello, mentre un altro oggetto personale veniva sottratto alla vittima. La dinamica, confermata dagli atti, ha trasformato l’ipotesi di reato da semplice violenza sessuale a un ben più grave concorso in violenza sessuale, rapina e lesioni personali per entrambi.

Dal punto di vista investigativo, il salto di qualità è arrivato grazie all’analisi dei flussi video della zona, che hanno permesso di utilizzare il sistema di riconoscimento facciale S.a.r.i. (Software per l’Analisi e il Riconoscimento di Immagini). I fotogrammi, incrociati con le descrizioni fornite dalle vittime e con i precedenti presenti in banca dati, hanno portato gli agenti a individuare i due fratelli. La loro fedina penale – già macchiata per il minorenne da episodi di lesioni e atti persecutori e per il maggiorenne da reati che vanno dal porto d’armi allo stalking fino a una precedente violenza sessuale ai danni di una commessa – ha fornito agli inquirenti un profilo criminologico coerente con la ferocia dell’assalto.

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