Simeone, cuore e polmoni del nuovo Toro: la sua leadership guida il ritiro di Pinzolo

Simeone, cuore e polmoni del nuovo Toro: la sua leadership guida il ritiro di Pinzolo
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Redazione Sport Redazione Sport   -   E’ iniziato ufficialmente il ritiro del Torino a Pinzolo e, come spesso accade in questi casi, le prime giornate servono non solo per mettere benzina nelle gambe ma anche per tracciare le gerarchie dello spogliatoio. E se c’è un uomo che sta già facendo la differenza, in questo senso, quello è Giovanni Simeone. L’attaccante argentino, come sottolineato anche da La Gazzetta dello Sport, si sta rivelando un punto di riferimento assoluto per il gruppo guidato da Ignazio Abate, un vero e proprio perno attorno al quale far ruotare la nuova identità granata.

Non si tratta soltanto di gol, che pure saranno fondamentali, ma di un atteggiamento quotidiano, fatto di corsa, sacrificio e quella voglia di trascinare che, in una rosa ricca di giovani, assume un valore ancora più prezioso.

Un ritiro nel segno del carisma: il "Cholito" si prende la scena

La prima settimana di lavoro in Val Rendena sta confermando le attese che circondavano l'ex attaccante della Fiorentina. La scorsa estate, il suo arrivo a Torino era maturato a ritiro ormai concluso, il che non gli aveva permesso di vivere appieno la preparazione estiva con i nuovi compagni. Quest’anno, invece, la storia è completamente diversa: Simeone ha potuto partecipare al raduno dal primo giorno, gettandosi a capofitto nelle fatiche del precampionato.

Le cronache raccontano di un giocatore in grande forma, capace di spingere quando le frequenze si alzano e di stringere i denti nei momenti di maggiore affanno, un esempio per i tanti ragazzi della Primavera che Abate ha deciso di aggregare per sopperire ai vuoti dell’organico. La sua applicazione, la resistenza e lo spirito di sacrificio sono stati evidenti fin dalla prima seduta, tanto da far ben sperare i tifosi per il futuro del reparto offensivo.

Abate riparte da una certezza: "Simeone è il nostro punto fermo"

Ignazio Abate, al suo primo vero ritiro da allenatore del Torino, ha subito individuato nel "Cholito" una pedina imprescindibile del suo scacchiere. Il tecnico, che ha ereditato una squadra in fase di ricostruzione, ha avuto lunghi colloqui con l'argentino e lo considera ormai una certezza assoluta, non solo per la qualità tecnica ma anche per la mentalità vincente che porta in dote.

Il modulo testato nelle prime partitelle in famiglia è il 3-4-2-1, un sistema che sembra calzare a pennello alle caratteristiche di Simeone, chiamato a fare reparto da solo con il supporto di due trequartisti come Nikola Vlasic (rientrerà dopo il Mondiale) e il nuovo acquisto Gaetano Oristanio. Per il nuovo corso granata, insomma, l'apporto del Cholito sarà duplice: quello del finalizzatore, per risolvere le partite, e quello del leader silenzioso, per guidare i più giovani come Sandro Kulenovic o Alieu Njie.

Il punto sul ritiro: una rosa giovane e tanti assenti per il Mondiale

Il ritiro di Pinzolo, che proseguirà fino al 25 luglio, ha però il sapore di un cantiere ancora aperto. La rosa a disposizione di Abate è divisa in due: da una parte i big come Simeone e Duvan Zapata, capitano e altro punto fermo dello spogliatoio, dall'altra un nutrito gruppo di giovani provenienti dal vivaio, chiamati a colmare le lacune di un organico che ha salutato diversi giocatori e che attende il mercato per completarsi.

Come se non bastasse, la partenza per gli Stati Uniti di alcuni elementi come lo stesso Vlasic e Ché Adams, impegnati nel Mondiale per le rispettive nazionali, priva momentaneamente il tecnico di alcune delle sue pedine più importanti. Una situazione che, però, non sembra preoccupare più di tanto lo staff, che sta sfruttando queste settimane per gettare le fondamenta di un gioco solido e per testare le capacità dei ragazzi aggregati dalla Primavera.

L'assenza di Israel e il mercato: il caso che fa discutere

Se la presenza di Simeone è una certezza, l'assenza più eclatante tra i convocati per il ritiro è quella del portiere Franco Israel. L'estremo difensore uruguaiano, arrivato con grandi aspettative lo scorso anno, non è stato incluso nella lista dei 30 partenti per la Val Rendena, un segnale chiaro del fatto che il suo futuro sia ormai lontano da Torino. La società, come riportato da diverse fonti, starebbe valutando una possibile operazione chirurgica alla spalla che potrebbe tenerlo fermo a lungo, ma la sensazione è che la separazione sia ormai inevitabile.

Una situazione che di fatto conferma Alberto Paleari come titolare designato per la prossima stagione, con il giovane Matteo Brezzo e Francesco Cereser pronti a fare da chioccia in un reparto che Abate dovrà gestire con attenzione. La dirigenza, dal canto suo, resta vigile sul mercato in attesa di opportunità per rinforzare la squadra, con il nome di Simeone che rimane al centro del progetto tecnico del nuovo Torino.

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