Sony aggiorna ancora ps3, firmware 4.93 a sorpresa per la console che compie vent’anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è chi dice che il supporto a una console finisca con l’arrivo della generazione successiva, e chi invece, come Sony, dimostra coi fatti che la parola “obsolescenza” ha un significato tutto relativo. Nelle prime ore di oggi, infatti, il colosso giapponese ha rilasciato un nuovo aggiornamento di sistema per PlayStation 3, portando il firmware alla versione 4.93. Un evento che coglie di sorpresa anche i possessori più affezionati, considerando che la macchina, lanciata sul mercato nel lontano 2006 e prossima al suo ventesimo anniversario, aveva ricevuto l’ultima patch — la 4.92 — esattamente dodici mesi fa. La casa nipponica, evidentemente, non considera affatto archiviata la pagina relativa alla sua terza creatura domestica.
Dietro la generica formula “migliora le prestazioni” si cela la necessità di rinnovare le chiavi crittografiche per i dischi blu-ray
Le note ufficiali che accompagnano il pacchetto, scaricabile con un requisito di appena 200 megabyte di spazio libero, recitano con la solita, laconica formula: “Questo aggiornamento del software di sistema migliora le prestazioni del sistema”. Una frase che i possessori di PS3 leggono ormai da anni, e che, nella sua vaghezza, lascia intendere ben poco. Eppure, come spesso accade in questi casi, la sostanza è nascosta tra le righe delle comunicazioni ufficiali e nelle consuetudini tecniche che regolano il mondo dell’elettronica di consumo. Sony stessa, in un trafiletto della propria pagina di supporto, specifica un dettaglio cruciale: per continuare a riprodurre i dischi Blu-ray, il sistema necessita di una chiave di crittografia rinnovata.
Il meccanismo, per chi non lo conoscesse, è legato allo standard AACS (Advanced Access Content System), il protocollo di protezione della proprietà intellettuale adottato per i supporti ottici ad alta definizione. Queste chiavi, di fatto delle serrature digitali che cambiano periodicamente per rendere più complessa la pirateria, scadono all'incirca ogni 12 o 18 mesi. Se il lettore, in questo caso quello integrato nella vecchia PS3, non riceve l'aggiornamento con il nuovo codice, si ritrova semplicemente nell'impossibilità di leggere i film usciti più di recente. Un obbligo, più che una scelta, per chi utilizza ancora la console come riproduttore multimediale.
Una mossa che mette in difficoltà chi utilizza firmware modificati, mentre sulle console più recenti l’attenzione si concentra sul machine learning
Questa ennesima release, per quanto apparentemente innocua per l'utente medio che possiede una macchina vergine e mai manomessa, rappresenta invece un consueto grattacapo per coloro che operano nel mercato parallelo delle console jailbreakate o con custom firmware. L'installazione della versione 4.93, infatti, va a sovrascrivere e a chiudere le falle di sicurezza eventualmente sfruttate dalle scene homebrew, rendendo di fatto inutilizzabili — o quantomeno non aggiornabili senza perdere le modifiche — i sistemi “aperti”. La guerra di logorio tra Sony e chi cerca di eludere le sue protezioni, insomma, prosegue inesorabile anche a distanza di due decenni dal lancio dell'hardware.
Paradossalmente, questa settimana si è rivelata particolarmente febbrile per l'intero ecosistema PlayStation: accanto a questo intervento "chirurgico" su una macchina che molti considerano ormai reliquia, l'azienda ha infatti distribuito aggiornamenti anche per PS4, per il dispositivo PS Portal e, soprattutto, per PS5 Pro, dove l'attenzione si è concentrata sul potenziamento dell'upscaling PSSR, quella tecnologia basata sull'intelligenza artificiale che mira a migliorare stabilità dell'immagine e definizione dei dettagli nei titoli compatibili. Due filosofie opposte che convivono: da una parte la manutenzione quasi archeologica per garantire funzionalità base e sicurezza, dall'altra l'innovazione spinta al servizio della grafica.
La scomparsa di netflix dalla piattaforma non ferma la manutenzione straordinaria di un sistema che continua a vivere
Curioso notare come questa iniezione di longevità per PS3 arrivi a poche settimane di distanza da una notizia che aveva fatto storcere il naso a molti: la dismissione dell'applicazione Netflix sulla stessa piattaforma. Un segnale, quello, che indicava come i grandi colossi dello streaming stiano voltando pagina, preferendo concentrare le proprie risorse su parchi macchina più moderni e redditizi. Sony, dal canto suo, sembra voler mantenere fede a un impegno diverso, più radicale e forse meno appariscente: garantire che il cuore pulsante della macchina — la sua capacità di leggere i dischi e di resistere ad attacchi esterni — rimanga in salute. Una scelta di campo che premia la pazienza di chi, ancora oggi, accende quella scatola nera non solo per nostalgia, ma per fruire di contenuti fisici che il mercato digitale non ha del tutto cancellato.
L'operato della divisione nipponica, in questo frangente, appare chiaro: tenere in vita il vecchio parco macchine con gli innesti strettamente necessari, senza alcuna concessione a nuove funzionalità o a migliorie prestazionali percepibili nel gaming. Il file da scaricare, dal peso irrisorio per gli standard odierni, non contiene certo ottimizzazioni per i titoli dell'epoca. Si limita a fare ciò che deve fare: aggiornare un certificato, cambiare una serratura, garantire la riproduzione di un film uscito nelle sale nelle ultime settimane. Un lavoro oscuro, forse, ma che racconta meglio di tante dichiarazioni programmatiche l'approccio concreto al supporto tecnico nel lungo — lunghissimo — periodo.




