Rai, cancellati i programmi di Bollani e Massini: i conduttori contro la dirigenza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'azienda ha comunicato la decisione di non rinnovare "Riserva Indiana" e "Via dei Matti n° 0" per la prossima stagione televisiva. La scelta, che interessa due trasmissioni di punta del palinsesto di Rai 3, arriva senza un preavviso sostanziale e, stando alle testimonianze dei diretti interessati, senza un vero e proprio dialogo con gli autori. Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, la conferma ufficiale ha trasformato i timori in una realtà con cui i due conduttori devono ora fare i conti, anche se non sono mancate reazioni di forte disappunto.
Massini e l'assenza di un confronto
La reazione di Stefano Massini, scrittore e autore di "Riserva Indiana", è stata tra le più dure. Lo stesso Massini ha dichiarato di essere rimasto profondamente amareggiato non tanto per la chiusura in sé, quanto per le modalità con cui la Rai ha gestito la vicenda. Secondo il racconto del conduttore, non ci sarebbe stato alcun incontro preparatorio o un tentativo di mediazione da parte della dirigenza per valutare ipotesi alternative: la notizia della cancellazione è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
Il malcontento di Bollani e Cenni
Analogo lo sconforto manifestato da Stefano Bollani e Valentina Cenni, conduttori di "Via dei Matti n° 0", che hanno fatto sapere di essere affranti per l'interruzione del progetto. Un sentimento che viene condiviso dal mondo della cultura e dello spettacolo, dove molti osservatori e addetti ai lavori hanno sollevato perplessità sul destino dei programmi considerati di "servizio pubblico" per la loro natura divulgativa.
Oltre ai due show già cancellati, la manovra sui palinsesti getta un'ombra anche sul futuro di "Dilemmi", condotto da Gianrico Carofiglio, e di "Caterpillar", storica trasmissione di Rai 3.
L'ombra politica e la "normalizzazione" Rai
Il dibattito si è rapidamente spostato sul piano politico, con l'opposizione che ha già annunciato iniziative parlamentari per chiedere chiarimenti all'azienda. Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione in Vigilanza per fermare quella che definisce una scia di tagli ai programmi culturali, evidenziando come le decisioni di questi giorni possano rappresentare un'alterazione dell'offerta del servizio pubblico.
Le polemiche si inseriscono all'interno di un contesto più ampio, quello della cosiddetta "normalizzazione" di Rai 3, un termine utilizzato dallo stesso amministratore delegato Giampaolo Rossi per descrivere l'orientamento della nuova gestione, che alcuni critici hanno invece ribattezzato come un vero e proprio smantellamento della vocazione storica della rete.
La scelta della rete e le reazioni
Tra le voci che si sono levate per sostenere i colleghi rimasti fuori dal palinsesto, spiccano quelle di alcuni esponenti del mondo giornalistico e letterario, i quali sottolineano la contraddizione tra la missione culturale della Rai e le scelte di programmazione attuali. La cancellazione di "Riserva Indiana", in particolare, è stata accostata alla fine di altre trasmissioni simbolo che avevano caratterizzato l'identità di Rai 3 nel corso degli ultimi anni.
Per Massini, la sensazione è quella di aver visto chiudere un progetto senza che vi fosse una reale valutazione dei contenuti, mentre cresce il coro di chi teme che dietro la scelta possa esserci una precisa volontà di ridimensionare lo spazio dedicato all'approfondimento culturale in favore di un intrattenimento più leggero e allineato alle logiche di mercato.




