Alzheimer, a Trapani una mattinata in piazza per la salute del cervello
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Redazione Salute
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La prevenzione dell'Alzheimer e del declino cognitivo comincia molto prima della comparsa della malattia. E riguarda tutti, non soltanto gli anziani o le famiglie che già convivono con una diagnosi di demenza. È questo il messaggio al centro di "In Piazza per la salute del cervello", l'iniziativa organizzata dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Asp di Trapani in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer.
L'appuntamento è lunedì 21 settembre, dalle 9 alle 13, in piazza Aldo Bassi, l'ex Municipio, a Trapani. La partecipazione è aperta alla cittadinanza.
Non sarà soltanto una giornata di sensibilizzazione: gli operatori della UOSD Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell'Asp Trapani saranno a disposizione dei cittadini per un percorso informativo e orientativo. Attraverso un breve colloquio verranno presi in considerazione diversi aspetti della salute cerebrale e l'eventuale presenza di segnali che possono meritare un approfondimento: cambiamenti della memoria, difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane, modificazioni del comportamento, perdita di autonomia o cambiamenti rilevati dai familiari.
Un colloquio orientativo, non una diagnosi
Non si tratta di una visita diagnostica né di uno screening che possa stabilire la presenza dell'Alzheimer. L'obiettivo è piuttosto quello di intercettare eventuali campanelli d'allarme. Quando emergeranno elementi da approfondire, il cittadino sarà indirizzato al medico di medicina generale o ai servizi del Dipartimento di Salute Mentale.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio approccio della Brain Health, la salute del cervello lungo tutto l'arco della vita. L'attenzione, quindi, non è rivolta soltanto alla memoria. Attività fisica, alimentazione, salute cardiovascolare e metabolica, qualità del sonno, udito, stimolazione cognitiva e partecipazione sociale sono tutti elementi che contribuiscono alla salute cerebrale. L'idea è semplice: non tutto può essere prevenuto, ma su alcuni fattori di rischio è possibile intervenire.
E farlo per tempo può avere un ruolo importante nel mantenimento delle capacità cognitive con l'avanzare dell'età.
La demenza in Italia e in Europa
Il quadro epidemiologico conferma la rilevanza di iniziative come quella trapanese. In Italia vivono oggi oltre 1.430.000 persone con demenza, un numero destinato a salire a circa 2.200.000 entro il 2050, con un incremento stimato del 54%. Il Paese detiene già oggi il primato nell'Unione Europea per prevalenza della demenza in rapporto alla popolazione: 2,4%, una quota che potrebbe raggiungere il 4,2% a metà secolo.
La crescita è legata soprattutto all'invecchiamento demografico: entro il 2050 saranno circa 1,7 milioni le persone con demenza ultraottantenni, la fascia d'età destinata ad aumentare maggiormente in termini assoluti.
Il rapporto evidenzia anche una marcata dimensione di genere: circa due terzi delle persone con demenza in Italia sono donne. Nel 2025 si stimano circa 946.000 donne con demenza contro 491.000 uomini; nel 2050 le donne supereranno 1,4 milioni, mentre gli uomini saranno circa 807.000. A livello europeo, le persone con demenza passeranno da quasi 9,1 milioni nel 2025 a oltre 14,3 milioni nel 2050 nei Paesi dell'Unione, con un aumento del 58%; considerando anche i Paesi extra UE inclusi nello studio, l'incremento complessivo arriverà al 64%.
Il ritardo della diagnosi
Una criticità segnalata dai dati riguarda il ritardo con cui viene riconosciuta la malattia. Si stima che in alcune regioni la diagnosi arrivi con circa 18 mesi di ritardo rispetto ai primi sintomi, un intervallo che pesa sulla possibilità di intervenire tempestivamente. Riconoscere precocemente la demenza è considerato essenziale per rallentare la progressione della malattia e per attivare per tempo i percorsi di supporto alla persona e alla famiglia.
È anche per questa ragione che l'Asp di Trapani ha scelto di trasformare la Giornata mondiale dell'Alzheimer in quattro ore di incontro diretto tra specialisti e cittadini, per fare informazione, riconoscere possibili segnali precoci e spiegare quando è opportuno rivolgersi ai servizi sanitari. Parlare di Alzheimer quando la malattia è già arrivata è necessario; occuparsi della salute del cervello quando si sta ancora bene può esserlo altrettanto.
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