Putin avverte: "I piani di Trump sulla Groenlandia sono concreti, la Nato alimenta tensioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Vladimir Putin ha espresso preoccupazione per le ambizioni statunitensi sulla Groenlandia, definendole "serie" e storicamente radicate, durante il Forum internazionale sull’Artico a Murmansk. Pur sottolineando che la questione non coinvolge direttamente la Russia, il presidente ha criticato l’espansione della Nato nell’estremo nord, considerato ormai un "trampolino di lancio per possibili conflitti". Sebbene Mosca non intenda opporsi apertamente all’ipotesi di annessione, Putin ha ribadito l’interesse strategico della regione artica, sempre più contesa tra potenze globali.

Da parte sua, la premier danese Mette Frederiksen ha respinto con fermezza ogni ipotesi di cessione, affermando che "la Groenlandia appartiene ai groenlandesi". La dichiarazione arriva in previsione della visita del vicepresidente americano JD Vance, il cui viaggio riaccende le speculazioni sulle mire di Washington. Frederiksen, pur auspicando una collaborazione in materia di difesa con gli Stati Uniti, ha escluso qualsiasi trattativa sul trasferimento di sovranità.

L’interesse americano per l’isola, tuttavia, non è recente. Già nel 1946, l’allora presidente Harry Truman tentò di acquistarla per 100 milioni di dollari, equivalenti a circa 1,6 miliardi di oggi. Trump, ereditando una linea geopolitica aggressiva, punta ora a sfruttarne le risorse minerarie – terre rare, petrolio e gas – e a controllare rotte commerciali sempre più accessibili a causa dello scioglimento dei ghiacci. Non secondaria è la presenza della base militare di Pituffik, fondamentale per la difesa antimissilistica in caso di escalation con Russia o Cina

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