Sanremo, la terza serata all'insegna delle piume: i look e i voti sul palco dell'Ariston
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Al giro di boa del Festival, l’asticella del glamour si alza, sebbene con qualche inevitabile passo falso. Sarà forse che gli artisti in gara, i presentatori e gli ospiti avvertono la presenza sul palco dell’Ariston di una super top come Irina Shayk, sentendosi in dovere di non sfigurare al cospetto di una regina delle passerelle; fatto sta che la terza serata di Sanremo 2026 cambia passo in modo deciso. Non si parla tanto di quello delle canzoni – giacché sono sempre quelle in gara dalla prima volta – e nemmeno di quello dello show televisivo, quanto del glamour, decisamente più audace e coraggioso rispetto ai giorni precedenti, che si è potuto ammirare sul palco. Piume, cristalli e scollature mozzafiato, dunque, ma anche qualche caduta di stile, come da tradizione di una kermesse che mescola musica e moda in un connubio non sempre perfetto -2-4.
Pausini, tra piume e cambi: da cigno nero a sirena troppo carica
Laura Pausini, co-conduttrice di questa serata, apre le danze in grande stile con un abito scenografico firmato Alberta Ferretti, caratterizzato da un corpetto di velluto nero che ne scolpisce la silhouette e da una gonna esplosiva di piume bianche e organza, corta davanti e lunga dietro, che richiama alla mente lo stile di una diva d’altri tempi. La scollatura a barca, tipica degli anni Cinquanta, e i capelli raccolti con un semplice nastro nero, contribuiscono a renderla elegantemente sofisticata, quasi una principessa moderna, ottenendo un buon riscontro dalla critica che le attribuisce un sette e mezzo, per poi salire addirittura all’otto e mezzo con il secondo cambio d’abito, un total white scultoreo in cady di seta -2-8. Tuttavia, non tutti i cambi si rivelano azzeccati: se il terzo abito giallo lime, seppur discusso per l’abbinamento cromatico, riesce a catturare la luce, è il quarto look, un abito sirena di paillettes rosse con mantella in voile e una collana mastodontica, a scivolare rapidamente nel troppo, venendo definito da alcuni osservatori un eccesso poco felice -2-6.
Irina Shayk, la regina dark in escalation: da pizzo a odalisca
La vera protagonista della passerella aristonica è, senza dubbio, Irina Shayk, che si presenta in una serie di look vintage firmati Riccardo Tisci per Givenchy, capaci di mescolare sensualità e audacia in un crescendo di stile. Si parte con una tuta in pizzo nero che funge da seconda pelle, completa di guanti, che la ritrae come una dark lady algida e magnetica, nonostante qualche perplessità sull’eccessiva semplicità del body con gonna pareo che la fa sembrare più adatta a un backstage che al palco principale; ma la sua sicurezza personale le vale un sei e mezzo -2-8. Il secondo outfit, una salopette nera con berretto a visiera, gioca sull’effetto urban, mentre il terzo cambio introduce un gioco ipnotico di frange double face, nere da un lato e colorate dall’altro, che le vale un sette e mezzo. Il vero colpo di scena, però, arriva con il quarto look, quando Irina si trasforma in una odalisca dark: un abito nero a maniche lunghe impreziosito da catenelle dorate in vita e ai polsi, che cita l’iconico abito di Mireille Darc nel film “Le Grand Blond avec une chaussure noire”, ottenendo un dieci pieno dalla critica e strappando un sorriso di complicità con Pausini, quando ammette di soffrire anche lei ai piedi con quei tacchi vertiginosi -2-8.
Tra big e new entry: le votazioni di stile tra glitter e cadute
Tra i cantanti in gara, le valutazioni si sprecano e vanno dal trionfo al tonfo. Arisa, ad esempio, vince a mani basse la gara degli outfit più spettacolari con un armor gown di catene d’argento e cristalli su organza, firmato Des Phemmes, che le vale un nove pieno, definito da alcuni come il più bello della serata -2-3-8. Chiara Ferragni, invece, non convince tutti: se alcuni apprezzano il completo total black di Emporio Armani con camicia che scopre l’ombelico, giudicandolo minimal e centrato, altri lo trovano troppo anonimo per una serata che richiederebbe più coraggio -2. Sorprende positivamente Tredici Pietro, che finalmente si mostra sé stesso con una camicia sabbia oversize e pantaloni ampi, raccontando la propria attitudine in modo coerente e meritando un otto pieno -2. Sul versante opposto, Malika Ayane non convince con un abito nero sommerso da pois e macro paillettes, un caos visivo che non rende giustizia alla sua eleganza e che le vale un quattro -2. Sal Da Vinci, nonostante il successo del suo tormentone, viene bocciato per un completo nero anonimo e privo di guizzi, mentre Luchè finisce sul fondo della classifica con un giubbotto di jeans effetto peluche abbinato a pantaloni tecnici, giudicato privo di gusto e misura -2-8.
Ospiti e conduttori: da Eros in Armani a Virginia Raffaele in Tom Ford
Sul fronte ospiti e conduttori, la serata vede sfilare Eros Ramazzotti in un impeccabile smoking Giorgio Armani, arricchito da una maxi spilla di diamanti a forma di margherita sul rever, e Alicia Keys in una tuta di nappa nera firmata Ferrari Style, che sebbene performante sul palco, non entusiasma la critica, fermandosi a un cinque -1-6. Virginia Raffaele, invece, è splendente in un lungo abito blu notte coperto di paillettes con maxi spacco, firmato Tom Ford, che le vale un otto, mentre Carlo Conti, sebbene elegante nel suo abito blu notte con gilet, non si discosta dalla sua comfort zone sartoriale, mantenendo un profilo di rassicurante eleganza senza particolari evoluzioni -4-6.




