Sciopero generale dei trasporti, disagi e cancellazioni a Roma Termini e Napoli Centrale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’agitazione sindacale, iniziata alle 21 di ieri, giovedì 28 maggio, e destinata a protrarsi per ventiquattro ore, ha gettato nello scompiglio la circolazione ferroviaria, con un’impennata delle criticità registrate durante la mattinata di venerdì 29.
Lo sciopero nazionale, proclamato da sigle di base come Cub, Sgb, Usi-Cit e Si Cobas, ha di fatto paralizzato il trasporto pubblico locale in numerose città, mentre la rete dei treni regionali – quella che tradizionalmente subisce le conseguenze più pesanti in queste circostanze – ha visto saltare diverse corse e accumulare scarti temporali significativi.
A Roma Termini, cuore pulsante della mobilità capitolina, la situazione è apparsa subito critica: i tabelloni elettronici segnalavano ritardi che in alcuni casi sfioravano i centotrenta minuti, costringendo pendolari e turisti – questi ultimi spesso in partenza per il ponte del 2 giugno – a lunghe attese sui binari o nelle sale d’aspetto.
Non è un caso che lo stop coincida con l’inizio di un fine settimana lungo; secondo le stime diffuse alla vigilia, quasi quattordici milioni di italiani avevano programmato di trascorrere almeno una notte fuori casa, diretti verso località di mare, di montagna o verso i poli dell’arte, eppure la mobilitazione ha finito per dirottare molti di loro in stazione, dove sono rimasti bloccati.
Caos regionale e servizi garantiti a singhiozzo
Mentre i treni a lunga percorrenza, quelli delle Frecce e degli Intercity, riuscivano a mantenere una parvenza di regolarità, il collasso si è consumato sul versante dei convogli regionali, dove le fasce di garanzia – previste dalla legge nelle ore 6-9 e 18-21 – non sono bastate a tamponare la mole di richieste.
A Roma, la situazione è stata ulteriormente complicata dallo stop del trasporto pubblico locale: l’Atac ha garantito la regolarità solo fino alle 8:29, salvo poi riprendere parzialmente il servizio tra le 17:00 e le 19:59, lasciando numerose linee di autobus e tram scoperte per il resto della giornata.
Curiosamente, le metropolitane della Capitale sono rimaste operative più a lungo del previsto, offrendo un minimo di ossigeno ai viaggiatori; ma nelle aree più periferiche, l’assenza delle corse di superficie ha generato file interminabili alle pensiline e un conseguente aumento del traffico veicolare privato, con ripercussioni sulla viabilità ordinaria.
La situazione a Napoli, tra stazione bloccata e metropolitane salve
Spostandosi a sud, il quadro non appare meno complesso, anzi presenta una dicotomia piuttosto netta tra ciò che accade in superficie e ciò che accade sottoterra. Napoli Centrale ha registrato disagi notevoli con cancellazioni e ritardi per diverse tratte, tanto che si sono formati capannelli di viaggiatori davanti ai tabelloni informativi, in attesa di aggiornamenti che spesso non arrivavano, mentre code consistenti si sono sviluppate agli sportelli di Freccia e Italo per i rimborsi.
Tuttavia, le note positive giungono dal trasporto pubblico locale cittadino: l’Anm, l’azienda che gestisce le linee 1 e 6 della metropolitana, le funicolari e parte del trasporto su gomma, ha dichiarato di non essere interessata dall’agitazione di oggi; stesso discorso per l’Eav, che cura i servizi della Circumvesuviana, della Circumflegrea e della Cumana.
Di conseguenza, i treni metropolitani e le linee vesuviane hanno viaggiato regolarmente, isolando il caos alla sola stazione centrale e lasciando indenne l’aeroporto di Capodichino, dove i voli hanno operato senza particolari scossoni.
L'adesione diffusa e le implicazioni sul territorio
Oltre ai nodi di Roma e Napoli, lo sciopero ha avuto un impatto significativo anche nel resto del Paese, specie dove le sigle sindacali hanno organizzato presidi e cortei. A Milano, ad esempio, il maltempo della serata precedente aveva già messo a dura prova la circolazione, e l’agitazione proclamata per l’intera giornata del 29 maggio ha aggravato ulteriormente i disagi in Stazione Centrale e sulla rete suburbana.
Gli effetti della mobilitazione, va ricordato, non si sono limitati ai soli treni: sono stati coinvolti anche il settore aereo, quello marittimo e, per alcune ore, persino i vigili del fuoco e la scuola, sebbene in questi ultimi comparti siano stati assicurati i servizi minimi indispensabili.
Con il blocco del trasporto locale che si protrarrà fino a sera, salvo le consuete finestre di riapertura a ridosso dell’ora di cena, i pendolari provenienti dalle province limitrofe si sono trovati costretti a rivoluzionare i propri spostamenti, tra chi ha optato per lo smart working all’ultimo minuto e chi invece ha semplicemente rinunciato a mettersi in viaggio.




