Lucio Corsi e Brunori Sas, la rivincita degli outsider a Sanremo 2025

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 75esima edizione del Festival di Sanremo ha regalato una delle sorprese più inaspettate degli ultimi anni, con la scalata al podio di due outsider come Lucio Corsi e Brunori Sas, che hanno sfidato i pronostici e conquistato il pubblico con la loro autenticità. A trionfare, tuttavia, è stato Olly, che ha superato Corsi per un soffio, con uno scarto dello 0,4%: 23,8% contro 23,4%. Un risultato che ha acceso il dibattito sul nuovo sistema di voto, introdotto dalla Rai per rendere la competizione «più meritocratica», come ha spiegato Claudio Fasulo, vicedirettore intrattenimento Prime Time della Rai, durante la conferenza stampa post-festival. Un meccanismo complesso, che ha tenuto conto delle preferenze di tre giurie – radio, sala stampa e televoto – e che, se applicato l’anno scorso, avrebbe consegnato la vittoria a Geolier, favoritissimo nel 2024 con un televoto superiore al 68%. Quest’anno, invece, a Olly è bastato il 31,8% per salire sul gradino più alto.

Lucio Corsi, artista fino a pochi giorni fa sconosciuto al grande pubblico, ha stupito tutti con il suo stile anticonformista: il volto dipinto di bianco, le tute glam rock e una canzone che parla di fragilità senza scadere nei cliché contemporanei. Un testo che, lontano dai «temi-manifesto» di molti brani in gara, ha saputo emozionare e convincere, portandolo a un passo dalla vittoria. Brunori Sas, dal canto suo, ha confermato la sua cifra artistica, consolidando il terzo posto con una proposta musicale matura e introspettiva, lontana dalle logiche commerciali che spesso dominano il palco dell’Ariston.

Il nuovo sistema di voto, però, non ha mancato di sollevare polemiche. Giancarlo Genise, vocal coach tra i più rispettati in Italia, ha definito la classifica «scandalosa», parlando di un Festival «di transizione». Le sue parole riflettono il malcontento di chi avrebbe preferito un esito diverso, ma anche la complessità di un meccanismo che, pur nelle intenzioni di equità, ha lasciato spazio a interpretazioni e critiche. Geolier, ad esempio, avrebbe vinto con il sistema attuale se fosse stato in gara l’anno scorso, grazie a una classifica accumulata in tutte le serate. Quest’anno, invece, il suo successo è rimasto un’ipotesi, mentre Olly ha raccolto i frutti di una performance solida e convincente.

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