Racale, il 21enne confessa l’omicidio della madre: "Mi aveva rimproverato"
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Redazione Interno
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Filippo Manni, il 21enne di Racale fermato ieri dai carabinieri mentre vagava a torso nudo in stato confusionale, ha ammesso di aver ucciso la madre, Teresa Sommario, 54 anni, colpendola con un’ascia da boy scout. La confessione è arrivata durante l’interrogatorio con la pm Simona Rizzo, che ha emesso il decreto di fermo. «Mi aveva rimproverato perché ero entrato in casa senza salutare», ha spiegato il giovane, aggiungendo di aver agito in un momento in cui «mi si è spento tutto».
Studente di Economia a Roma, Manni era tornato da circa due settimane nel Salento per lavorare come bagnino. Ieri pomeriggio, dopo l’ennesimo rimprovero, ha preso l’ascia e ha colpito più volte la donna, trovata dal fratello in un lago di sangue. I soccorsi, chiamati immediatamente, non hanno potuto far altro che constatarne la morte.
Davanti al magistrato e al suo avvocato, Francesco Fasano, il ragazzo ha ricostruito i momenti precedenti al delitto, ammettendo di aver «pensato altre volte» a un gesto simile, senza mai metterlo in pratica fino a ieri. Le indagini, coordinate dalla procura di Lecce, stanno ora verificando eventuali precedenti o tensioni familiari non emerse prima.




