Cortina d'Ampezzo, l'emozione collettiva per il tricolore che anticipa la magia di San Siro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Venerdì sera, mentre il freddo serrato avvolgeva le Dolomiti, una folla di migliaia di persone, raccolta nella piazza di Cortina d'Ampezzo, ha vissuto un attimo di pura commozione collettiva. Il momento, tutt'altro che scontato, è scattato con l'arrivo della bandiera italiana, accolta da un applauso corale che si è subito trasformato in un canto spontaneo dell'inno di Mameli. Quella voce unica, levatasi dalle montagne prima ancora che dai leggii ufficiali, ha costituito un preludio tanto potente quanto informale al grande spettacolo che di lì a poco sarebbe iniziato a Milano, cementando idealmente, in un abbraccio tra le Alpi e la metropoli, l'apertura di quei Giochi Olimpici la cui organizzazione non è stata esente, come noto, da difficoltà logistiche.
Il doppio filo vocale tra la montagna e lo stadio
L'emozione, a quel punto, si è fatta sistema, trasmettendosi in diretta verso San Siro dove, in un perfetto sincrono studiato per simboleggiare l'unità del paese, il coro presente a Cortina – che aveva tra i suoi ranghi anche il giovane Riccardo, il ragazzino divenuto emblema delle fatiche di trasporto per essersi visto rifiutare l'accesso a un bus – ha unito la sua voce a quella di Laura Pausini. La cantante, alla quale era toccato l'onore dell'esecuzione ufficiale, ha intonato l'inno indossando un abito di Giorgio Armani, lo stilista scomparso pochi mesi prima e a cui è stato dedicato, nel corso della serata, un tributo ben preciso dopo il saluto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunto in stadio a bordo di un tram in compagnia di Valentino Rossi.
Il palcoscenico mondiale di una cerimonia sotto il segno della pace
Quella che si è dipanata dopo, nello stadio milanese, è stata una cerimonia largamente apprezzata dal pubblico presente, il quale ne ha sottolineato la capacità di veicolare, attraverso il suo racconto, valori universali come la pace e il rispetto. Accanto alla Pausini, altri artisti di fama internazionale hanno contribuito a scrivere i passaggi più significativi della serata: Ghali ha letto una poesia di Gianni Rodari, conferendo alla narrazione un tono di leggerezza e riflessione, mentre Andrea Bocelli ha offerto una performance vocale di intensità tale da essere ricordata, da molti, come uno dei momenti più alti dell'intera manifestazione. Le esibizioni, nel loro complesso, hanno disegnato un'immagine dell'Italia capace di parlare al mondo intero, mescolando musica, stile e poesia.
L'eredità di una notte tra applausi e riconoscimento del percorso compiuto
L'entusiasmo, palpabile già all'esterno dello stadio al termine dell'evento, ha trovato espressione in commenti che definivano lo spettacolo "bellissimo" ed "emozionante". Se i discorsi ufficiali, incluso quello del presidente del Coni Giovanni Malagò, hanno ricevuto ampio consenso, la regia della cerimonia ha saputo bilanciare il ricordo di figure iconiche con la celebrazione del presente sportivo. La presenza sul palco di atleti storici del fondo italiano accanto al "bambino della neve" di Cortina ha simbolicamente chiuso un cerchio, raccontando non solo la festa ma anche il percorso, a volte accidentato, che l'ha resa possibile, consegnando ai Giochi il loro primo, indimenticabile frammento di storia.




