Un italiano a Monza da leader del Mondiale dopo 77 anni: perché Kimi Antonelli può fare una doppia impresa nonostante la penalità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Se vi steste chiedendo perché non avete mai visto in diretta un italiano correre da leader del campionato il Gran Premio d'Italia la risposta è ovvia: non esisteva ancora la televisione. Il servizio su scala nazionale è cominciato il 3 gennaio 1954 e solo due volte un nostro pilota si è presentato in vetta al mondiale. Entrambe le volte fu Alberto Ascari nel 1952 e 1953, quando si correva ancora con le vecchie formule e il Circus aveva appena cominciato a scrivere la sua leggenda.

Parliamo della terza e quarta edizione della Formula 1, ere geologiche fa per gli standard di questo sport, eppure da allora nessun italiano è più riuscito a ripetere quell'impresa, presentandosi a Monza con la maglia da leader della classifica piloti.

Un weekend che potrebbe cambiare il tifo italiano

Ora Kimi Antonelli ci arriva da leader del Mondiale, ma al volante di una Mercedes, e questo particolare non è di poco conto. Da sessant'anni nessun italiano vince il GP di Monza e il giovane bolognese, classe 2006, potrebbe infrangere anche questo tabù, sebbene il suo destino sia già segnato da una penalità tecnica che lo costringerà a partire dall'ultima fila.

Un paradosso che racconta una possibile rivoluzione nel tifo tricolore: per la prima volta, la Ferrari potrebbe non essere più l'unico amore degli spettatori sugli spalti, divisi tra la fedeltà al Cavallino e l'orgoglio per il ragazzo di casa che sta facendo faville con la freccia d'argento. La tensione si taglia con il coltello, perché se la Rossa parte oggettivamente come favorita sulla carta, il fascino della rimonta del giovane italiano aggiunge un ingrediente emotivo che nemmeno i migliori sceneggiatori avrebbero saputo inventare.

La penalità e il pensiero alla super rimonta

Ora che Toto Wolff ha ufficialmente svelato che la sostituzione del motore sulla W17 del suo protégé comporterà una penalizzazione da ultima fila, il pensiero corre inevitabilmente alle prospettive di gara per Antonelli.

Sarà un Gran Premio fondamentalmente in difesa, con l'obiettivo di limitare i danni e gestire le posizioni, oppure c'è margine per immaginare qualcosa di indimenticabile? È lo stesso Wolff, in un'intervista rilasciata ai media presenti nel paddock, a non dare per spacciato il suo pilota, spiegando che Monza è uno dei migliori circuiti del calendario per recuperare posizioni grazie alle lunghe rettilinei e alle zone di frenata che favoriscono i sorpassi.

Il team principal austriaco ha ricordato che la potenza del motore Mercedes, unita alla scelta aerodinamica di ridurre il carico per favorire la velocità di punta, potrebbe trasformare quella che sembra una condanna in un'opportunità per una clamorosa rimonta.

I tifosi italiani che tra pochi giorni riempiranno le tribune dell'Autodromo Nazionale, col cuore un po' diviso tra il tifo per la Ferrari e il giovane fenomeno bolognese che sta facendo sognare, un pensierino lo faranno; e se lo faranno loro, figurarsi lui, che per tutta la settimana ha ripetuto ai suoi ingegneri di non voler sentir parlare di rinunce.

Domenicali e il valore di un sogno italiano

Stefano Domenicali, amministratore delegato della Formula 1, si godrà lo spettacolo di una categoria che cresce ovunque, pur dovendo fare i conti con le tensioni in Medio Oriente e con un calendario in via di definizione che tiene banco tra le trattative dei promotori. L'ipotesi di Imola come tappa finale al posto di Qatar o Abu Dhabi cresce giorno dopo giorno, ma per il momento il patron ha voluto sottolineare l'importanza di un evento come quello di Monza, che quest'anno registra il tutto esaurito con numeri da record.

La presenza di Antonelli in vetta alla classifica, nonostante la giovane età e l'esperienza ancora limitata, sta generando un indotto economico e mediatico che va ben oltre il risultato sportivo, come ha avuto modo di dichiarare lo stesso Domenicali a margine di un evento collaterale. Il fatto che un italiano sia in lotta per il titolo, per giunta con una squadra diversa dalla Ferrari, rappresenta una novità assoluta che sta catalizzando l'attenzione dei media internazionali e riportando i riflettori su un circuito storico che aveva bisogno di una scossa.

I precedenti e la sfida della rimonta

E se Kimi Antonelli riuscisse comunque a lottare per la vittoria a Monza nonostante la penalità? I precedenti in questo senso non mancano, anche se nessuno li ha mai realizzati partendo dall'ultima posizione proprio sul tracciato brianzolo. La storia della Formula 1 insegna che la rimonta è possibile quando la macchina è competitiva e il pilota ha il coraggio di spingere al limite fin dal primo giro, sfruttando ogni minimo errore altrui.

Per questo la Ferrari non può non partire nel ruolo di favorita, con Leclerc e Hamilton che potrebbero giocarsi la vittoria in un duello tutto interno, ma la pressione di dover vincere davanti al pubblico di casa potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Il giovane Antonelli, dal canto suo, ha già dimostrato di saper gestire lo stress meglio di molti veterani, come testimoniano le sue prestazioni nelle ultime gare, e la penalità potrebbe addirittura liberarlo psicologicamente togliendogli il peso delle aspettative immediate.

Sarà un Gran Premio che comunque vada sarà storico, perché un italiano ci arriva da leader del Mondiale e perché, indipendentemente dal risultato, la sua corsa sarà seguita da milioni di tifosi pronti a sostenere il ragazzo che ha risvegliato un orgoglio sopito da oltre settant'anni.

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