Roglic fa festa in casa: oro europeo nella cronometro, Frigo settimo
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Redazione Sport
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La Slovenia chiude nel migliore dei modi i Campionati Europei di ciclismo su strada. Nell'ultima gara della manifestazione, disputata mercoledì a Šenčur, Primož Roglič regala al pubblico di casa una vittoria prestigiosa, conquistando per la prima volta in carriera il titolo continentale nella prova individuale a cronometro.
Il dominio del campione olimpico
Il corridore trentaseienne, già oro nella specialità ai Giochi di Tokyo, ha completato i 22,1 chilometri del percorso in 28 minuti e 16 secondi, facendo segnare una media di 46,9 km/h. Partito come quarantesimo di quarantaquattro concorrenti, Roglič ha costruito il successo già nella prima parte della prova, affrontando la salita di Možjanca con un vantaggio di tredici secondi sul francese Bruno Armirail, fino a quel momento in testa alla classifica provvisoria.
Il margine si è poi assottigliato nella seconda metà del tracciato, ma il portacolori della Red Bull-Bora-Hansgrohe è riuscito a conservare sette secondi di vantaggio fino al traguardo.
L'argento di Armirail e il bronzo di Decomble
Alle spalle del vincitore, la Francia piazza due atleti sul podio. Bruno Armirail si è dovuto accontentare della medaglia d'argento con un distacco di sette secondi, mentre Maxime Decomble ha completato la festa transalpina conquistando il bronzo a ventinove secondi dalla vetta. Quarto posto per il belga Ilan van Wilder, staccato di trentatré secondi, che ha preceduto lo svizzero Stefan Küng e il danese Kasper Asgreen.
Frigo nella top ten, Cattaneo delude
Per quanto riguarda la spedizione italiana, la prestazione migliore è arrivata da Marco Frigo, che ha chiuso al settimo posto con un ritardo di cinquantacinque secondi dal vincitore, fermandosi a soli ventisei secondi dal podio. Più indietro Mattia Cattaneo, che ha terminato la prova in sedicesima posizione a un minuto e undici secondi da Roglič.
Un percorso selettivo e una radio fuori uso
Il tracciato di Šenčur, caratterizzato da un dislivello complessivo di 367 metri, presentava un'insidia significativa nella salita di Možjanca: duemila metri con una pendenza media superiore al dieci per cento, punte che toccavano il quindici, affrontata prima del tratto finale in falsopiano e della discesa tecnica verso il traguardo.
Proprio durante la prova, come raccontato dallo stesso Roglič al termine, il campione sloveno ha dovuto fare i conti con un inconveniente tecnico: «Poco dopo la partenza, la mia radio ha smesso di funzionare, così sono andato a pedalare lasciando tutto quello che avevo in giro. Per fortuna, è stato sufficiente».
Il quadro della manifestazione
La vittoria nella cronometro chiude un'edizione degli Europei che aveva visto l'assenza di diversi specialisti di primo piano, tra cui il belga Remco Evenepoel e l'italiano Filippo Ganna. Nella prova in linea maschile, disputata domenica, era stato lo stesso Evenepoel a imporsi al fotofinish su Giulio Ciccone, con Christian Scaroni a completare il podio in terza posizione.
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