Totti: "Da piccolo volevo fare il benzinaio o il tennista, alla Roma manca un Totti"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Francesco Totti, icona indiscussa del calcio italiano, ha regalato ai tifosi un’altra giornata indimenticabile, riaccendendo i riflettori su di sé durante un evento organizzato da Iliad in collaborazione con la Lega Serie A. L’ex capitano della Roma, ospite in un punto vendita della compagnia telefonica in via Cola di Rienzo, ha parlato di sé, della sua carriera e del futuro della squadra giallorossa, tra ricordi personali e riflessioni sul presente.
"Se non avessi fatto il calciatore, avrei voluto fare il benzinaio", ha confessato Totti, scherzando sul fascino che da bambino esercitava su di lui il portafoglio sempre pieno di soldi. "Poi mio padre mi ha fatto capire tante cose", ha aggiunto, sottolineando l’importanza delle scelte che lo hanno portato a diventare una leggenda del calcio. Crescendo, il sogno è cambiato: "Avrei voluto fare il tennista, o almeno ci avrei provato", ha ammesso, lasciando trasparire un pizzico di rimpianto per una carriera mai intrapresa.
La sua presenza a Roma ha scatenato il caos. Centinaia di tifosi, appena diffusa la notizia, si sono riversati in strada, trasformando via Cola di Rienzo in un groviglio di auto e persone. Il traffico è andato in tilt, mentre i sostenitori giallorossi attendevano il loro idolo per un autografo, una foto o semplicemente per vederlo da vicino. Totti, come sempre, si è dimostrato disponibile, firmando sciarpe e scattando selfie, confermando il legame indissolubile con una città che lo ha sempre considerato uno di famiglia.
Parlando di calcio, Totti non ha esitato a fare pronostici: "Lo scudetto lo vince l’Inter", ha dichiarato, senza giri di parole. Quanto alla Roma, ha lanciato una provocazione: "Alla Roma manca un Totti", ha detto, lasciando intendere che la squadra attuale, pur con i suoi talenti, fatica a trovare un punto di riferimento capace di emularne il carisma e la classe.
Sul tema dei suoi eredi, l’ex capitano ha preferito non sbilanciarsi: "Un mio erede? Non è ancora nato", ha affermato, ridimensionando i paragoni con altri grandi del calcio. "Non paragonatemi mai a Maradona", ha aggiunto, sottolineando come ogni carriera sia unica e irripetibile.
Totti ha anche parlato del suo rapporto con altre leggende del calcio italiano, come Gianluigi Buffon: "Mi sarebbe piaciuto giocare in squadra con lui", ha rivelato, immaginando un sodalizio che avrebbe potuto lasciare il segno.
L’evento, che ha visto Totti protagonista di un incontro con i tifosi e di un’intervista, è stato un’occasione per ripercorrere una carriera straordinaria, fatta di successi, emozioni e un legame viscerale con la Roma. "Si diventa leggenda dopo che hai costruito il tuo tragitto calcistico", ha spiegato Totti, riflettendo sul significato di un’eredità che va oltre i trofei e i gol.




