Lautaro Martinez, nuovo stop per il polpaccio: l’Inter perde il suo capitano per almeno tre partite
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Redazione Sport
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Il fantasma degli infortuni muscolari torna a fare visita alla corsa scudetto dell’Inter, e lo fa colpendo ancora una volta l’elemento forse più insostituibile dello spogliatoio di Cristian Chivu. Lautaro Martinez, tornato in campo solo domenica scorsa dopo un’assenza di quasi sette settimane – quel benedetto 46 giorni di stop successivi all’incidente di Bodo – ha dovuto nuovamente cedere il passo a un risentimento al polpaccio sinistro. Stavolta, e questo è il dato che gli inquirenti del caso (medici e preparatori) stanno analizzando con maggiore attenzione, non si tratta tecnicamente di una ricaduta: il precedente stop riguardava un’altra area del polpaccio, mentre questa volta la lesione di basso grado ha colpito il muscolo soleo. Una differenza non da poco, che tuttavia non placa affatto l’allarme in casa nerazzurra, anzi, lo acuisce ulteriormente vista la fragilità dimostrata dal fisico del “Toro” in questa fase cruciale della stagione.
Un rientro lampo e il nuovo stop: i dettagli dell’infortunio al soleo
Il capitano argentino, che nella vittoria per 5-2 contro la Roma di Pasqua aveva illuso tutti segnando una doppietta al termine di un recupero lampo, dovrà invece rimettersi nuovamente in lista d’attesa. Gli esami strumentali sostenuti presso l’Istituto Humanitas di Rozzano hanno evidenziato una “lieve sofferenza muscolare al soleo della gamba sinistra”. Nella pratica del calcio che conta, dove ogni giornata di stop può equivalere a uno scivolone in classifica, questo referto si traduce in un’assenza certa per le prossime tre partite. L’Inter dovrà fare a meno del suo goleador e capitano contro il Como in campionato, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (in programma sempre contro i lariani il 22 aprile) e nel successivo impegno casalingo di campionato contro il Cagliari previsto per venerdì 17 aprile. Le previsioni dei medici parlano di uno stop di circa quindici giorni, un tempo sufficiente per farlo rientrare forse per lo sprint finale, ma che getta un’ombra lunghissima sulla condizione atletica del numero 10.
L’analisi del caso: perché il polpaccio è diventato il tallone d’Achille di Lautaro
La domanda che aleggia nei dintorni di Appiano Gentile è lecita: che cos’ha il polpaccio di Lautaro? Da febbraio a oggi, l’attaccante classe ’97 ha giocato una sola partita intera nell’arco di due mesi. La gestione del suo rientro, per quanto applaudita per la doppietta alla Roma, appare ora sotto la lente di ingrandimento. Il fatto che l’infortunio abbia colpito un punto differente rispetto alla volta scorsa suggerisce una modificazione nel movimento di spinta, probabilmente dovuta a un compenso muscolare messo in atto per proteggere la parte lesionata in precedenza. È una spirale pericolosa, quella degli infortuni muscolari recidivi o “gemelli”, che rischia di minare la continuità del miglior marcatore del campionato (16 reti in classifica marcatori) proprio mentre la squadra affronta il momento più delicato della stagione.
I conti in casa Inter: l’attacco senza il “Toro” e le insidie Como
Numeri alla mano, l’Inter guidata da Chivu – che ha sostituito Simone Inzaghi nella scorsa estate – si gioca il Titolo con sette lunghezze di vantaggio sul Napoli, ma il margine non è tale da consentire passi falsi. L’assenza di Lautaro, oltre a privare la squadra del suo terminale offensivo più prolifico e del carisma del capitano, impone un ridisegno del reparto avanzato. Le alternative, con Marcus Thuram affiancato dal giovane Pio Esposito, rappresentano un azzardo tattico non indifferente in un campo ostico come quello del Como. Fabregas, va ricordato, ha costruito una squadra solida che al “Sinigaglia” ha messo in difficoltà tutte le grandi del torneo. L’ex portiere Simone Braglia, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha sottolineato come il Como non sia la squadra semplice di un mese fa, e come un pareggio potrebbe in realtà avvantaggiare solo il Napoli nell’ottica della rimonta scudetto. Senza il “Toro” a guidare la pressione, l’Inter rischia di perdere punti pesanti, e con la Coppa Italia che rappresenta l’altra metà di una stagione che fino a un mese fa sembrava blindata.




