Milan, il record del mondo e l'oro iridato: la cronaca della giornata azzurra a Shanghai
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Redazione Sport
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Jonathan Milan ha scritto una pagina destinata a restare nella storia del ciclismo su pista. Nella terza giornata dei Mondiali di Shanghai, il ventiseienne friulano di Buja ha prima polverizzato il record del mondo nell'inseguimento individuale durante le qualificazioni del mattino, fermando il cronometro a 3'58"850 con una media di 60,289 chilometri orari, e poi ha completato l'opera conquistando la medaglia d'oro nella finale serale contro il danese Frederik Madsen.
Per Milan si tratta del secondo titolo iridato in carriera in questa specialità, dopo quello conquistato due anni fa a Ballerup, in Danimarca.
Un primato costruito in mattinata
Il record del mondo era già di Milan, stabilito nell'ottobre del 2024 proprio nella rassegna iridata danese con il tempo di 3'59"153. A Shanghai, il corridore della Lidl-Trek ha migliorato il proprio primato di 303 millesimi, abbattendo per la prima volta nella storia il muro dei tre minuti e cinquantanove secondi. Un dato assume un valore particolare: il velodromo di Shanghai si trova al livello del mare, dunque Milan non ha potuto beneficiare della ridotta densità dell'aria tipica delle piste d'altura, che riduce la resistenza aerodinamica.
Madsen, qualificatosi con il secondo tempo, è stato a sua volta uno dei pochi uomini capaci di scendere sotto i quattro minuti, fermandosi a 3'59"979.
La finale contro Madsen
Nella corsa per il titolo, Milan ha affrontato il danese Frederik Madsen, già avversario di giornate intense tra pista e strada. Il friulano ha chiuso i quattro chilometri con partenza da fermo in 4'00"769, rifilando oltre cinque secondi al rivale. Nei primi due chilometri della finale, Milan viaggiava addirittura sotto il tempo record stabilito poche ore prima, salvo poi controllare la gara nella seconda metà, complice la fatica accumulata nelle qualificazioni.
La Lidl-Trek, sua squadra su strada, lo ha visto protagonista di una stagione divisa tra volate e inseguimenti: dodici vittorie nel 2026, tra cui il titolo italiano e l'ultima tappa del Giro d'Italia a Roma, prima del ritorno in pista.
Il bronzo di Filippo Ganna
Pochi minuti prima della finale per l'oro, Filippo Ganna aveva regalato all'Italia un'altra medaglia nella stessa specialità. Il verbanese, terzo tempo nelle qualificazioni, ha battuto il danese Rasmus Pedersen conquistando il bronzo. Per Ganna si tratta del sedicesimo podio iridato su pista in carriera, un traguardo che conferma la sua longevità ai massimi livelli della disciplina. Il successo contro Pedersen assume un sapore particolare dopo la sconfitta subita dall'Italia nella finale dell'inseguimento a squadre contro la Danimarca, dove il quartetto azzurro era stato battuto nettamente.
Il quadro delle medaglie italiane
La giornata di Shanghai ha consegnato all'Italia un bottino importante. Oltre all'oro di Milan e al bronzo di Ganna nell'inseguimento individuale, il bilancio azzurro nella terza giornata sale a quattro medaglie complessive: un oro, due argenti e un bronzo. Gli argenti erano arrivati nelle finali dell'inseguimento a squadre, sia maschile che femminile, entrambe perse contro formazioni avversarie più efficaci nella seconda metà di gara.
Il titolo di Milan nell'inseguimento individuale arriva peraltro a due anni di distanza dall'ultima affermazione iridata nella specialità, quando a Ballerup approfittò dell'assenza di Ganna per conquistare la maglia arcobaleno.
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