Trump: "Vinta la guerra alla bufala del clima" dopo le parole di Gates
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di aver “vinto la guerra alla bufala del cambiamento climatico”, una dichiarazione che giunge a seguito delle recenti considerazioni espresse dal fondatore di Microsoft Bill Gates in un suo saggio. Gates, che ha da poco compiuto settant'anni e la cui parabola – da quel garage mitologico, comune a tanti magnati, alle vette del successo planetario – è spesso citata come esempio, ha osservato come sia fuorviante dipingere il riscaldamento globale come la fine imminente della civiltà, suggerendo piuttosto di concentrare gli sforzi sulla lotta alla fame e alle malattie. Una posizione, la sua, che ha immediatamente fornito al presidente americano l’occasione per rivendicare la correttezza della propria linea politica, da sempre scettica verso gli allarmismi ambientali.
La rivendicazione della Casa Bianca
“Abbiamo appena vinto la guerra alla bufala del cambiamento climatico”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che “ci è voluto coraggio per farlo, e per questo gli siamo tutti grati”, in un chiaro riferimento al miliardario filantropo. Le parole del presidente, che non ha mai nascosto il proprio scetticismo verso le teorie scientifiche maggiormente condivise, sembrano cogliere un aspetto specifico del lungo articolo di Gates, il quale, pur senza negare la realtà del fenomeno, ne ha ridimensionato le conseguenze più estreme e apocalittiche. Una sfumatura, questa, che è stata però interpretata dalla Casa Bianca come una ritrattazione totale, un “contrordine” su quelle che Trump ha più volte definito esagerazioni catastrofiste.
Il contesto delle dichiarazioni di Gates
Bill Gates, il cui impegno in ambito filantropico lo ha portato a occuparsi attivamente anche di clima – basti pensare al libro “Clima. Come evitare un disastro”, pubblicato alcuni anni fa – ha infatti sottolineato come esista una visione eccessivamente drammatica che prevede il collasso della società in pochi decenni a causa del clima. Pur riconoscendo la gravità della crisi climatica, il fondatore di Microsoft ha invitato a una rivalutazione di questo approccio, ritenendo più produttivo indirizzare risorse e attenzione verso problematiche immediate come la malnutrizione e le patologie globali. Una presa di posizione che, se da un lato mira a una riorganizzazione delle priorità, dall’altro non equivale a una sconfessione della scienza del clima, sebbene sia stata presentata in tali termini da alcuni settori politici.
Le reazioni e il dibattito innescato
La strumentalizzazione politica delle parole di Gates non si è fatta attendere, con esponenti vicini all’amministrazione, come il commentatore citato con lo pseudonimo di Papetti, che hanno esultato per l’ingresso del filantropo in quella che definiscono la schiera degli scettici. “Anche Bill Gates adesso scopre che il catastrofismo climatico è una bufala. Benvenuto tra di noi”, ha scritto, sintetizzando un sentimento diffuso in quegli ambienti che da tempo contestano le politiche ambientali più stringenti. Il dibattito, dunque, si è rapidamente spostato dalla sostanza delle affermazioni dello scienziato e imprenditore alla loro utilizzazione nel confronto politico, lasciando in secondo piano le complesse argomentazioni del saggio originale.




