Alluvioni in Nepal e India: oltre 70 vittime per frane e inondazioni
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Redazione Esteri
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Le operazioni di soccorso proseguono senza tregua nelle zone più remote e impervie, faticando a delineare un bilancio definitivo dopo le frane e le inondazioni che hanno colpito con violenza inaudita, nel corso del fine settimana, diverse aree del Nepal e dell’India. Il conteggio provvisorio delle vittime, che gli ultimi aggiornamenti ufficiali fissano a oltre settanta, è destinato a salire mentre le squadre, approfittando di una tregua dalle piogge, intensificano le ricerche dei dispersi e tentano di portare aiuti alla popolazione, molti dei quali hanno perso tutto.
La tragedia nel distretto di Illam
In Nepal, dove si registra il numero più alto di morti, il distretto orientale di Illam è stato teatro della più grave sciagura, con trentasette dei quarantasei decessi nazionali accertati. Interi villaggi, situati su pendii ormai instabili, sono stati spazzati via dalla furia del fango e dell’acqua, che non ha lasciato scampo. Le immagini diffuse dall’esercito, le cui operazioni sono state rese ancor più difficili dall’interruzione delle principali vie di comunicazione e dalla sospensione dei voli interni, mostrano un paesaggio sconvolto, con vaste pianure trasformate in laghi melmosi e abitazioni, delle quali almeno quattrocentocinquanta risultano sommerse, ridotte a cumuli di detriti.
La situazione critica a Darjeeling
Oltre il confine, nella regione indiana di Darjeeling, celebre per le sue piantagioni di tè, il bilancio è ugualmente drammatico. Le autorità locali hanno confermato la morte di almeno ventiquattro persone, un numero che rispecchia la medesima sequenza di eventi: nubifragi incessanti, corsi d’acqua straripati e frane improvvise che hanno travolto case, strade e ponti, isolando intere comunità. Il ministro dello Sviluppo dello Stato del Bengala Occidentale ha sottolineato come le squadre di soccorso, composte da militari e personale specializzato, stiano lavorando per raggiungere i sopravvissuti e per localizzare quanti si teme possano essere ancora sepolti sotto le macerie.
Sforzi di soccorso e fragilità del territorio
La situazione, considerata nel suo insieme, rivela la fragilità di un territorio morfologicamente complesso, dove eventi meteorologici estremi, sebbene non infrequenti in questo periodo, assumono rapidamente connotati catastrofici. L’attenzione delle autorità è ora completamente focalizzata sulla logistica degli aiuti, un’operazione che richiede sforzi immani per distribuire viveri, acqua potabile e medicinali a chi, avendo perso la propria abitazione, si trova ora senza alcun riparo.




