Stefani invita papa Leone in Veneto: «Mi ha detto che verrà, lo aspettiamo»
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Redazione Sport
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La Sala Clementina, ieri mattina, ha fatto da cornice a un incontro che il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha definito «di grande valore umano prima ancora che istituzionale». Al centro, papa Leone XIV e la delegazione degli atleti olimpici e paralimpici azzurri, reduci dai Giochi invernali di Milano Cortina 2026. È stato proprio Stefani, al termine dell’udienza, a rivelare un passaggio che ha dell’inedito: l’invito formale al pontefice perché si rechi in Veneto, con una risposta – a suo dire – sorprendente. «Mi ha detto che verrà, lo aspettiamo», ha dichiarato il governatore, senza aggiungere dettagli su date o modalità, ma lasciando intendere che la trattativa, per quanto informale, avrebbe già superato lo scoglio del principio.
Un abbraccio ai campioni, tra record di medaglie e memoria dello sport
L’udienza, svoltasi nelle sale vaticane giovedì 9 aprile, ha riunito non solo gli atleti medagliati e i quarti classificati, ma anche i vertici di Coni e Cip, i rappresentanti della Fondazione MilanoCortina2026, oltre a figure delle Regioni e dei Comuni coinvolti nell’organizzazione dei Giochi. Stefani, nel suo intervento, ha voluto rimarcare il risultato sportivo senza precedenti – un numero record di medaglie per l’Italia – e ha parlato di «un segno autentico nei cuori di tutti i presenti». La presenza della Diocesi di Milano, con don Stefano Guidi alla guida della Fom, ha dato un ulteriore spessore all’evento, che lo stesso sacerdote ha descritto come la «conclusione solenne dell’anno dedicato al rapporto tra oratorio e sport».
Francesca Lollobrigida e la testimonianza di chi concilia maternità e agonismo
Tra gli occhi pieni di luce di Francesca Lollobrigida – riflessi, si è detto, nella Sala Ducale, capolavoro del Palazzo Apostolico – è passata una delle immagini più genuine della mattinata. La pattinatrice azzurra, che non ha mai nascosto la doppia sfida di essere madre e campionessa, rappresenta quella testimonianza di cui Leone XIV ha parlato nel suo discorso agli atleti. «Sono la prova che mamma e campionessa si può», ha sottolineato Lollobrigida, portando sul palco vaticano una normalità che spesso lo sport di vertice tende a oscurare. Una normalità fatta di allenamenti, rinunce e affetti, che il pontefice ha voluto esplicitamente riconoscere.
Le tentazioni dello sport: doping, divismo e mercato, secondo papa Leone
Leone XIV, nel suo intervento, non si è limitato a elogiare le prestazioni. Ha elencato quelle che ha definito «tentazioni» insite nel mondo agonistico: la ricerca della prestazione a ogni costo, che può condurre al doping; la logica del profitto, capace di trasformare un gioco in mercato e uno sportivo in divo; e infine la spettacolarizzazione, che riduce l’atleta a immagine o a numero. Contro queste derive – ha ammonito – la testimonianza diretta degli atleti diventa «essenziale». Nessuna condanna generica, ma un avvertimento chiaro, pronunciato davanti a chi ha appena concluso una competizione mondiale. Un modo, forse, per ricordare che la vittoria non basta a immunizzare da certe cadute.




