L'ultimo saluto a Kety e Mirko, la comunità di Camaiore si stringe nel dolore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una folla silenziosa e commossa ha gremito la chiesa di San Giovanni Battista e Santo Stefano, a Pieve di Camaiore, per l'ultimo saluto a Kety Andreoni e a suo figlio Mirko Moriconi, le vittime del duplice omicidio che ha sconvolto la Versilia. I funerali, celebrati nel pomeriggio di lunedì 29 giugno, hanno rappresentato un momento di profonda partecipazione collettiva, con centinaia di persone accorse per stringersi attorno alle famiglie Andreoni e Moriconi in una cerimonia che ha cercato di dare un senso a una tragedia che appare come una ferita aperta per l'intera comunità.
Il commosso addio nella pieve gremita
La chiesa, resa ancora più opprimente dal caldo afoso che solo il movimento dei ventagli riusciva a mitigare, ha visto sfilare il dolore dei parenti più stretti, con la sorella di Kety, Jessica Andreoni, che si è chinata sulla bara per un ultimo, straziante abbraccio. Davanti alle due bare in legno chiaro, erano esposte le foto di madre e figlio, mentre su quella di Kety le colleghe della Rsa Santa Caterina, dove la donna lavorava, avevano fatto apporre una toccante dedica: "Eri una donna piena di dolore e piena di umanità".
Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita dei feretri, un gesto spontaneo e corale che ha rotto il silenzio per salutare le due vittime e dimostrare vicinanza ai loro cari.
Il messaggio del parroco e la lettera della cugina
A officiare la funzione religiosa è stato don Silvio Righi, il quale nell'omelia ha cercato di offrire un barlume di luce in un momento di buio profondo, definendo la vicenda come una "ferita che colpisce l'intera società", poiché la famiglia rappresenta la prima cellula della convivenza umana e della comunità cristiana.
Il parroco ha invitato i presenti alla preghiera e all'ascolto, mettendo in guardia contro il rischio che il dialogo si spenga, lasciando spazio alla solitudine e al rancore, e ha rivolto un pensiero anche all'autore del delitto, auspicando che "la giustizia faccia il suo corso e che la Misericordia di Dio raggiunga i cuori più oscuri". Al termine della celebrazione, la cugina Rebecca ha letto una lettera che ha commosso i presenti, dedicando parole di affetto eterno a Kety e Mirko e ricordando il coraggio con cui il cugino aveva vissuto la sua identità.
Il ricordo di Mirko e la presenza delle istituzioni
Tra la folla, oltre ai familiari, erano presenti molti amici di Mirko, che lo hanno ricordato come "una persona generosa e un ragazzo che lavorava tanto", smentendo la narrazione di un giovane ingestibile. Prima della funzione, i due feretri avevano sostato nella cappella della Rsa Santa Caterina, un ultimo saluto voluto dalle colleghe di Kety, che hanno condiviso con lei anni di lavoro e di quotidianità.
Alla cerimonia hanno partecipato anche le istituzioni locali e regionali, tra cui il sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci, e l'assessora regionale alle politiche per i diritti LGBTQIA+, Alessandra Nardini, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni a una comunità ferita e della necessità di non lasciare sole le famiglie coinvolte.




