Di Battista dopo il malore: “Ce la metterò tutta per tornare”
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Redazione Interno
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Alessandro Di Battista ha ripreso conoscenza dopo il malore che ha portato al suo ricovero a Cuba e ha affidato ai social le prime parole dopo le ore trascorse in gravi condizioni: “Ce la metterò tutta per tornare presto”. L’ex deputato del M5S, 48 anni e romano, ha risposto a un messaggio di incoraggiamento pubblicato su Instagram da un’esperta di comunicazione che in passato aveva fatto parte dello staff dei Pentastellati. Il ricovero è avvenuto dopo un forte mal di testa seguito da un malore, mentre nelle ore successive l’ex parlamentare è tornato cosciente, ha parlato con i medici e ha avuto anche un breve colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il malore di Di Battista a Cuba e il trasferimento all’Avana
Il malore di Alessandro Di Battista si è verificato nella serata di venerdì, dopo che l’ex parlamentare aveva accusato un forte mal di testa. In seguito è stato portato in ospedale a Santa Clara e successivamente trasferito in una struttura sanitaria dell’Avana. Secondo le informazioni riportate, Di Battista è rimasto per diverse ore in uno stato comatoso e, al risveglio, ha potuto parlare con i medici. Il ritorno alla coscienza ha preceduto anche la sua risposta sui social, arrivata sotto un post di sostegno pubblicato su Instagram. Le parole “Ce la metterò tutta per tornare presto” rappresentano così il primo messaggio diffuso direttamente dall’ex deputato dopo il ricovero e le ore successive al malore.
La situazione ha attirato immediatamente attenzione anche sul piano istituzionale. Dall’ospedale dell’Avana, Di Battista ha infatti avuto un breve colloquio telefonico con Antonio Tajani. Fonti della Farnesina hanno confermato che il ministro degli Esteri ha chiamato l’ex parlamentare per manifestargli solidarietà e che lo ha trovato “combattivo nel tono, non indebolito nel morale nonostante la complicata situazione”. Tajani gli ha inoltre garantito che il governo farà “tutto quello che serve per lui come bisogna fare per ogni cittadino italiano in condizioni simili”, accompagnando il messaggio con l’augurio che possa tornare presto a Roma.
Dai messaggi sui social alle ipotesi di complotto sul ricovero
Accanto agli aggiornamenti sulle condizioni di Di Battista e alle parole arrivate dalla Farnesina, il ricovero a Cuba ha provocato una lunga serie di reazioni sui social. Sono circolate ipotesi di complotto e ricostruzioni prive di riscontri riportati nelle informazioni disponibili, legate alle cause del malore. Alcuni utenti No Vax hanno recuperato un vecchio post dell’ex deputato sulla terza dose del vaccino anti-Covid, associandolo all’espressione “malore improvviso”. Altri hanno invece rivolto l’attenzione a Israele, arrivando a scrivere “Il Mossad ha colpito”, mentre ulteriori commenti hanno evocato presunti avvelenamenti, la Cia e la cosiddetta Sindrome dell’Avana.
Le teorie circolate online si sono quindi sovrapposte alle notizie concrete provenienti dall’ospedale e dalle fonti istituzionali. I fatti riportati riguardano il forte mal di testa accusato prima del malore, il primo ricovero a Santa Clara, il successivo trasferimento all’Avana, le ore trascorse in stato comatoso e la ripresa di conoscenza. A questi elementi si aggiungono il colloquio con i medici, il messaggio pubblicato sui social e la telefonata con Tajani. Proprio il ministro degli Esteri, secondo quanto riferito dalla Farnesina, ha trovato Di Battista combattivo nel tono e con il morale non indebolito nonostante la situazione definita complicata.
Le prime parole di Di Battista e il contatto con Tajani
Il messaggio scritto da Alessandro Di Battista dopo il risveglio concentra l’attenzione sulla volontà di tornare presto. La frase è arrivata come risposta a un post di incoraggiamento su Instagram e costituisce il primo intervento pubblico attribuito direttamente all’ex parlamentare dopo il malore a Cuba. Nelle stesse ore è emerso anche il contatto con il ministro degli Esteri, che gli ha espresso solidarietà e ha assicurato l’intervento del governo per quanto necessario a un cittadino italiano che si trovi in condizioni simili. Il quadro descritto dalle informazioni disponibili resta quindi legato al ricovero all’Avana, alla ripresa di conoscenza e ai contatti avuti da Di Battista dopo le ore trascorse in gravi condizioni.
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