Di Battista torna in studio ad Accordi
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Redazione Interno
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Alessandro Di Battista è tornato in uno studio televisivo. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato ospite di Accordi&Disaccordi, la trasmissione in onda sul Nove, nella serata di sabato 3 ottobre. Per lui si tratta della seconda apparizione televisiva dopo il malore accusato a fine agosto a Cuba, dove si trovava per realizzare un reportage, e dopo l’operazione subita all’Avana. “Essere qui in questo studio è una conquista – ha detto – mi consente di non pensare al fatto di essere malato.
Sto facendo delle cure che hanno delle concrete possibilità di funzionare e per ora non ho effetti collaterali”.
Il racconto della malattia e il ritorno in Italia
Di Battista aveva rivelato per la prima volta la diagnosi pochi giorni prima, il 29 settembre, nel corso della sua prima apparizione televisiva a DiMartedì su La7. In quell’occasione aveva spiegato che il malore accusato a Cuba era stato causato da un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore. I medici cubani, ha raccontato, hanno individuato subito la malattia e impostato le cure che hanno ridotto l’edema, rendendo possibile l’intervento chirurgico. “Mi hanno asportato quasi tutto il tumore.
Adesso farò le cure sperando che funzionino”, aveva detto, precisando di non riconoscersi nella retorica del malato-guerriero: “Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”. Di Battista era rientrato in Italia il 12 settembre con un’aeroambulanza ed era stato successivamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.
Il post social e le condizioni di salute
All’indomani della puntata di Accordi&Disaccordi, Di Battista ha affidato ai social un aggiornamento sul proprio stato di salute e un ringraziamento per i messaggi ricevuti. “Vi ringrazio per i messaggi davvero di affetto che mi state inviando e scusate se non riesco a rispondere a tutti. Vi auguro una buona domenica. Io oggi mi sento bene, sono venuto al mare e domani starò ancora meglio. Passo dopo passo!”, ha scritto pubblicando uno scatto al mare.
Nel post dedicato al ritorno in televisione aveva parlato di “una piccola grande conquista di questi tempi”, aggiungendo di aver rivisto “amici e compagni di battaglie”.
Le critiche al campo largo e alla linea del Pd sull’Ucraina
Nel corso della trasmissione Di Battista è intervenuto anche sui temi politici del momento, attaccando senza mezzi termini il cosiddetto campo largo. Commentando lo scambio a distanza tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, ha affermato che “c’è una parte di cittadini che sostiene il Movimento Cinque Stelle che la Schlein non la voterebbe neanche sotto tortura”. Poi ha rincarato la dose: “Penso che se continuano così – già la Meloni per me è favorita, era favorita mesi fa – ma se continuano così possono anche non fare le elezioni”.
La critica più dura ha riguardato la linea del Partito Democratico sulla guerra in Ucraina: “Trovo avvilente che la segretaria del Partito Democratico, eletta per dare un cambio di linea, stia dopo due anni ancora a parlare di pace giusta”. Secondo l’ex parlamentare, qualora alle prossime elezioni dovesse rivincere la Meloni, “una delle ragioni principali sarà la linea del Partito Democratico rispetto all’Ucraina”. Di Battista ha poi rilanciato la proposta di un inviato speciale dell’Unione Europea per trattare con Putin, sostenendo che “anche Putin ha le sue ragioni”.
Il richiamo alle battaglie storiche del Movimento
Nel suo intervento Di Battista ha anche rievocato quella che considera la stagione più autentica del Movimento 5 Stelle, quella legata alle idee di Gianroberto Casaleggio. “La grande forza di quel Movimento Cinque Stelle era scegliere dei temi e martellare giorno e notte su quei temi. Chi votava il 5 Stelle sapeva perfettamente che questi sono quelli che vogliono ridurre gli stipendi parlamentari, abolire il finanziamento pubblico ai giornali e ai partiti, quelli che vogliono mettere il reddito di cittadinanza, fare la legge anticorruzione, quelli che sono contro la casta”.
Un richiamo alla necessità, secondo lui, di tornare a parlare di questioni concrete piuttosto che di alleanze e posizionamenti. Nel corso della trasmissione ha anche affrontato il tema del conflitto a Gaza, definendosi “profondamente anti-sionista” e sostenendo che “l’Italia è succube di Israele, e l’Europa è rimasta inerte”.
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