Di Battista attacca Schlein sull'Ucraina: "Putin ha le sue ragioni, serve un inviato Ue"
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Redazione Esteri
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Alessandro Di Battista torna a parlare di politica italiana e lo fa senza giri di parole, prendendo di mira la linea del Partito Democratico sull'Ucraina e mettendo in dubbio la solidità del campo largo. Ospite della trasmissione Accordi e Disaccordi sul Nove, l'ex deputato del Movimento 5 Stelle ha definito avvilente la posizione della segretaria dem Elly Schlein, sostenendo che a due anni dall'inizio del conflitto continui a parlare di "pace giusta" senza che questa formula produca alcun risultato concreto.
Secondo Di Battista, si tratta di espressioni prive di significato, perché presuppongono che la Russia rinunci ai territori già conquistati, scenario che l'ex parlamentare considera irrealistico.
La richiesta di un inviato speciale europeo
Il punto centrale dell'intervento di Di Battista riguarda la necessità di aprire un canale diplomatico diretto con Mosca. L'ex deputato ha spiegato che da tre anni chiede la nomina di un inviato speciale dell'Unione Europea incaricato di trattare con Vladimir Putin, e ha invitato Schlein a fare un nome e a battersi ogni giorno per questa soluzione. "Andare ad ascoltare le ragioni di Putin, perché anche Putin ha le sue ragioni", ha dichiarato, aggiungendo che senza un compromesso non esiste alcuna possibilità di chiudere il conflitto.
La sua posizione si discosta nettamente dalla linea prevalente nel centrosinistra, che continua a invocare una pace fondata sul rispetto dell'integrità territoriale ucraina.
Il giudizio sul campo largo e sugli elettori pentastellati
Nel corso della trasmissione, Di Battista ha anche analizzato lo stato di salute dell'alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle, descrivendola come priva di un programma riconoscibile. Ha osservato che se si chiedesse a dieci cittadini che sostengono il campo largo quali siano gli obiettivi di questa coalizione, nessuno sarebbe in grado di rispondere.
L'ex deputato ha ricordato che la forza del Movimento delle origini risiedeva nella capacità di martellare su temi precisi, dalle riduzioni degli stipendi parlamentari all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, mentre oggi, a suo avviso, si sente parlare raramente di contenuti. Ha poi aggiunto che una parte dell'elettorato pentastellato non voterebbe la segretaria del Pd neanche sotto tortura, formula che ha suscitato ampia eco nel dibattito politico.
La previsione sul voto e il ritorno in tv dopo il ricovero
Di Battista non ha escluso affatto una nuova vittoria di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche, indicando proprio la linea del Partito Democratico sull'Ucraina come una delle ragioni principali di un eventuale successo del centrodestra. "Se continuano così, possono anche non fare le elezioni", ha affermato, sottolineando come la presidente del Consiglio fosse già favorita mesi fa. L'intervento segna il ritorno in televisione dell'ex deputato dopo il grave malore accusato a Cuba nell'agosto scorso e il successivo ricovero in Italia.
Nel collegamento precedente alla trasmissione DiMartedì su La7, Di Battista aveva spiegato che la priorità per lui resta curarsi, senza chiudere definitivamente la porta a una futura candidatura elettorale.
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