Conte chiama Di Battista dal palco di Nova: "Dibba, torna con noi"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un appello personale e politico ha attraversato il palco di Nova, la due giorni milanese con cui il Movimento 5 Stelle ha chiuso il percorso di consultazione programmatica in vista delle prossime elezioni nazionali. Davanti a una platea che gremiva il World Join Center, Giuseppe Conte ha interrotto il suo intervento per rivolgere un pensiero ad Alessandro Di Battista, rientrato in Italia da pochi giorni dopo un lungo ricovero.

«Visto che parliamo di comunità, permettetemi di sollecitare a tutti voi, a tutti noi, un grande abbraccio a un compagno di questa comunità che noi non dimentichiamo: Alessandro Di Battista! Dibba per noi! Siamo con te, Ale», ha detto il presidente del M5s.

L'invito a tornare e l'ovazione della sala

L'invito non si è fermato al saluto affettuoso. Conte ha aggiunto: «Torna con noi. Abbiamo tante battaglie che ci accomunano. Forza, fai presto». Le parole hanno scatenato una standing ovation immediata: l'intera sala si è alzata in piedi, tributando all'ex deputato un applauso prolungato che ha rappresentato il momento più intenso della giornata. Il gesto arriva a poche ore di distanza dall'annuncio con cui Di Battista, attraverso i social, aveva comunicato di essere stato dimesso dal Policlinico Gemelli di Roma.

«Sto molto meglio e finalmente sono a casa! Grazie ai medici e al personale del Policlinico Gemelli di Roma e grazie a tutti voi per l'affetto che ho sentito ogni giorno», aveva scritto, anticipando che nelle settimane successive avrebbe raccontato il percorso di recupero.

Il quadro clinico e il rientro in Italia

Il rientro in Italia era avvenuto nei giorni precedenti, al termine di una vicenda sanitaria iniziata a fine agosto a Cuba, dove Di Battista si trovava per realizzare un reportage. Dopo un malore, era stato ricoverato prima a Santa Clara e poi trasferito all'ospedale Hermanos Ameijeiras dell'Avana, dove era stato raggiunto da due specialisti inviati dal Gemelli e sottoposto a un intervento chirurgico. Il rientro era stato possibile solo dopo un periodo di degenza in terapia intensiva e un rinvio della partenza.

La notizia delle dimissioni, diffusa venerdì mattina, ha chiuso settimane di apprensione tra i sostenitori, alimentata dalla richiesta di riservatezza avanzata dalla famiglia e dall'associazione Schierarsi.

Il programma in venti punti e il mandato di Conte

La chiamata a Di Battista si è inserita in una giornata dedicata soprattutto al programma. Gli iscritti erano chiamati a votare venti proposte elaborate nei mesi precedenti, destinate a diventare la base del confronto con la coalizione di centrosinistra. Conte ha rivendicato il mandato ricevuto: «Questo mandato mi onora e mi responsabilizza e cercherò di assolverlo con la massima determinazione, fermezza e chiarezza. Non pensate che sia disponibile a diluirlo». E ha aggiunto: «Non credo al vivacchiare della politica. Mi conoscete».

I temi al centro del confronto

Tra i punti in votazione, un peso rilevante assume la politica estera. Il documento ribadisce la contrarietà all'invio di nuove armi all'Ucraina e all'aumento delle spese militari, indicando la necessità di una svolta negoziale. Conte ha spiegato che su questa posizione il Movimento non resterà isolato: «Sulla costruzione di percorsi di pace e sicurezza vera, cioè quella cooperativa, non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli». Secondo il presidente del M5s, se l'Italia diventasse capofila di questa impostazione, «saremo contagiosi».

Il pacchetto include anche una nuova forma di reddito di cittadinanza, misure sulla sanità pubblica, la legge sul conflitto d'interessi e la tassazione delle speculazioni finanziarie.

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