Conte a Nova: standing ovation e mandato chiaro, no al riarmo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'accoglienza calorosa ha segnato l'ingresso di Giuseppe Conte sul palco di "Nova-Parola all'Italia", l'evento del Movimento 5 Stelle in corso a Milano. Il presidente pentastellato è stato accolto da una lunghissima standing ovation da parte della platea presente al World Join Center, il centro congressi che ospita la due giorni conclusiva del percorso partecipativo iniziato mesi fa.

Dal palco, Conte ha immediatamente rivendicato la portata del lavoro svolto: "Mi sembra che emerga un mandato chiaro e ben preciso, dobbiamo costruire percorsi di pace, con la guerra non andiamo da nessuna parte. Le armi allontanano la pace". Parole che sintetizzano l'esito di un percorso che ha coinvolto 17.000 persone attraverso 105 piazze di confronto in presenza, duemila tavoli di lavoro e due incontri online dedicati agli italiani all'estero. Quasi la metà dei partecipanti, il 44%, non risulta iscritta al Movimento.

Il leader pentastellato ha poi rilanciato con forza il no all'economia di guerra e al riarmo, contrapponendo agli investimenti militari la sua esperienza di governo: "Nel momento di massima sofferenza del Paese abbiamo creato i presupposti per costruire insieme cantieri di speranza, asili nido, scuole, per rafforzare la ricerca, le università, l'innovazione. Non per cantieri di guerra, per gli arsenali pieni di armi".

Il cuore politico dell'intervento ha riguardato la politica estera. Conte ha respinto l'ipotesi che l'Italia possa rimanere isolata qualora decidesse di interrompere il sostegno militare a Kiev: "Sulla costruzione di percorsi di pace e sicurezza vera, cioè quella cooperativa non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli". E ha aggiunto: "La popolazione europea sono sicuro che ci appoggerà. Se l'Italia sarà capofila e protagonista di questa svolta, saremo contagiosi, perché se hai coraggio e visione chiara sei contagioso".

Il riferimento è al documento programmatico in venti punti che gli iscritti stanno votando sulla piattaforma del Movimento fino a domenica pomeriggio. Il punto 17, intitolato "L'Italia ripudia la guerra", impegna il partito a "cambiare radicalmente l'approccio fallimentare dell'Italia e dell'Europa nei confronti della guerra in Ucraina", specificando che "continuare a inviare armi significa allontanare la pace".

Rivolgendosi indirettamente agli alleati della coalizione di centrosinistra, Conte ha messo in guardia da qualsiasi tentativo di diluire il mandato ricevuto dalla base: "Questo mandato mi onora e mi responsabilizza e cercherò di assolverlo con la massima determinazione, fermezza e chiarezza. Non pensate che sia disponibile a diluirlo". Poi ha concluso con una formula diretta: "Non pensate che sia disposto a diluirlo perché tutto diventi un galleggiare e vivacchiare della politica. Mi conoscete".

Nel corso del suo intervento, il presidente del M5S ha voluto rivolgere un pensiero ad Alessandro Di Battista, recentemente dimesso dal Policlinico Gemelli dopo un ricovero seguito al rientro da Cuba. "Visto che parliamo di comunità, permettetemi di sollecitare a tutti voi, a tutti noi, un grande abbraccio a un compagno di questa comunità che noi non dimentichiamo: Alessandro Di Battista. Dibba per noi! Siamo con te, Ale. Torna con noi, tante battaglie ci accomunano".

Oltre al capitolo sulla politica estera, il documento sottoposto al voto degli iscritti affronta numerosi altri temi. Spiccano le proposte su sanità e lavoro: dall'istituzione di un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata per abbattere le liste d'attesa, al ritorno di una misura di sostegno al reddito ribattezzata "Reddito 2.0", passando per il salario minimo legale indicizzato e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.

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