Trump vuole un vertice con Putin e Zelensky, ma i dettagli restano nebulosi
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha dichiarato che "ci sono buone prospettive" per un incontro con Vladimir Putin e, successivamente, un vertice a tre che includa Volodymyr Zelensky. L’annuncio, riportato dal New York Times, arriva dopo che l’inviato speciale Steve Witkoff ha trascorso tre ore al Cremlino in un colloquio definito "più produttivo del previsto". Trump, parlando dalla Casa Bianca, non ha però voluto specificare tempi e luoghi, limitandosi a ribadire che "tutti concordano sulla necessità di porre fine a questa guerra", come già scritto su Truth Social.
La guerra in Ucraina, intanto, entra nel suo 1.261esimo giorno, e mentre le diplomazie si muovono tra dichiarazioni ottimistiche e scetticismo, resta da capire se Mosca e Kiev siano realmente pronte a sedersi allo stesso tavolo. L’ipotesi di un summit, già ventilata in passato senza mai concretizzarsi, riemerge con forza, ma gli esperti – come Michael O’Hanlon – sottolineano che "il nodo sono le condizioni", aggiungendo che "troppo poche sono le pressioni degli Usa" per imporre una roadmap credibile.
Intanto, dopo il faccia a faccia tra Witkoff e Putin, Trump ha parlato con Zelensky in una conferenza call alla quale hanno partecipato anche il segretario della Nato Mark Rutte e i leader di Gran Bretagna, Germania e Finlandia. Un segnale di coordinamento con gli alleati, sebbene non sia chiaro quanto questi ultimi siano stati informati in anticipo sulle mosse di Washington.
Parallelamente, l’amministrazione Trump ha inflitto all’India superdazi del 50% sulle importazioni di petrolio russo, una mossa che sembra punire Nuova Delhi per i suoi legami economici con Mosca. Una decisione che potrebbe complicare ulteriormente il già intricato scenario geopolitico, mentre il Cremlino continua a definire "utile e costruttivo" il dialogo con gli emissari americani.




