Il padre di Vlahovic a Torino, la Juventus prova a trattenere il suo centravanti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settimana che potrebbe ridefinire il futuro offensivo della Juventus è ufficialmente cominciata, e il suo epicentro è la Continassa, dove Milos Vlahovic, padre e agente del centravanti serbo, è giunto nelle ultime ore per un faccia a faccia con i dirigenti bianconeri. Un vertice che si preannuncia riservato ma sostanziale, con Giovanni Comolli e Giorgio Chiellini pronti a sedersi al tavolo per discutere il prolungamento di un contratto in scadenza il prossimo giugno. La sensazione, nell’aria tesa del quartier generale juventino, è che questa tornata di colloqui rappresenti molto più di un semplice adempimento burocratico: è il tentativo concreto di ricucire uno strappo che sembrava ormai definitivo, un ripensamento collettivo maturato tra i silenzi dello spogliatoio e le difficoltà incontrate sul campo dai potenziali sostituti.

Dusan Vlahovic, va ricordato, non gioca una partita ufficiale da mesi, vittima di un infortunio muscolare che lo ha costretto a una lunga reclusione tecnica, costringendo Luciano Spalletti a esperimenti continui nel ruolo di punta centrale. Jonathan David e Loïs Openda, chiamati a raccoglierne l'eredità, non hanno offerto quelle garanzie realizzative che ci si attendeva da loro, finendo per appannarsi in un campionato che, peraltro, vive una stagione anomala dal punto di vista realizzativo. Ed è forse anche questa contingenza, questa sostanziale assenza di alternative credibili e sostenibili economicamente, a spingere la dirigenza a rimettere mano alla pratica Vlahovic. Lui, dal canto suo, scalpita per tornare in campo – l'obiettivo è averlo almeno in panchina per la trasferta di Udine – e non vuole più limitarsi a guardare i compagni da bordo campo, consapevole che il suo riscatto passa inevitatamente attraverso i gol e le prestazioni.

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