Caos in A4 a Cessalto, due incidenti in poche ore: nella carambola coinvolta anche una cisterna di Gpl vuota

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattinata di giovedì 26 febbraio lungo il corridoio autostradale della Serenissima si è trasformata in una sequela di interventi per i vigili del fuoco e di apprensione per gli automobilisti, con due distinti sinistri che hanno paralizzato la circolazione nel tratto compreso tra il Veneto Orientale e la provincia di Treviso. Se il primo schianto, verificatosi intorno alle otto del mattino nel tratto tra San Donà di Piave e Cessalto in direzione Trieste, aveva già mandato in tilt la viabilità a causa dell’incendio che ha divorato uno dei due mezzi pesanti coinvolti -1, è stato il secondo impatto, poco dopo le 9,30, a far scattare il massimo allarme.

In quel frangente, all’altezza del chilometro 437 della carreggiata opposta, quella in direzione Venezia tra San Stino di Livenza e Cessalto, si è consumato un violento scontro che ha visto protagonisti tre autoarticolati -5. Tra questi, una cisterna adibita al trasporto di Gpl ha rappresentato il potenziale detonatore di una tragedia ben più grave, sebbene gli accertamenti immediati dei tecnici intervenuti ne abbiano confermato lo stato di vuoto, scongiurando di fatto il pericolo di esplosioni o perdite di gas. Le squadre dei vigili del fuoco, giunte dai distaccamenti di Motta di Livenza, Portogruaro e dalle sedi centrali di Treviso e Mestre, hanno dovuto operare con cautela per la messa in sicurezza dei mezzi e la gestione del rimorchio cisterna, un'operazione complessa che ha richiesto l'utilizzo di un'autogrù per il sollevamento delle lamiere.

Un bilancio di mezzi distrutti e un ferito estratto dalle lamiere

Diversamente da quanto accaduto nel primo sinistro, dove i due conducenti erano riusciti a mettersi in salvo prima che le fiamme avvolgessero uno dei tir, la carambola tra i tre mezzi pesanti ha provocato il ferimento di una persona. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di estricazione e bonifica, è giunto il personale medico che ha preso in cura l'infortunato, le cui condizioni non sarebbero comunque gravi -2. La dinamica dell'incidente, al vaglio della polizia stradale, ha visto la collisione di questi veicoli di grossa stazza, con le conseguenti difficoltà per i soccorritori nel districare le masse di acciaio accartocciate. Il tempestivo intervento della società di gestione Autostrade Alto Adriatico ha evitato il formarsi di code chilometriche, attivando l'uscita obbligatoria verso la A28 e la A27 per chi proveniva da Trieste, oltre alla chiusura degli ingressi di Portogruaro e San Stino in direzione Venezia per alleggerire la pressione del traffico sull'arteria interessata -6.

Deviazioni e disagi su entrambe le direzioni di marcia

Se per il secondo incidente la gestione dei flussi è stata rapidamente indirizzata sui percorsi alternativi, sulla carreggiata opposta i disagi sono destinati a protrarsi più a lungo. Il rogo che ha interessato un mezzo pesante nel primo schianto, un incendio sprigionatosi dopo l'impatto e visibile da grande distanza grazie alla densa colonna di fumo nero, ha danneggiato irrimediabilmente il manto stradale -4. Le alte temperature raggiunte dalle fiamme hanno infatti reso necessaria un'opera di fresatura e successiva ripavimentazione della carreggiata, costringendo la concessionaria a mantenere l'uscita obbligatoria a San Donà per chi è diretto verso Trieste anche dopo la riapertura del tratto -2. Nel complesso, l'intera mattinata ha visto le squadre di soccorso e gli operatori autostradali alle prese con la rimozione dei cinque mezzi pesanti incidentati, un'operazione che solo nel primo pomeriggio ha permesso di restituire gradualmente la percorribilità ai diversi tratti chiusi, seppur con code e rallentamenti in fase di smaltimento -2.

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