Insigne torna al Pescara, la sfida della salvezza dodici anni dopo la promozione
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Redazione Sport
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Un ritorno che profuma di storia, e di necessità. Lorenzo Insigne, che oggi ha 34 anni e un bagaglio di esperienze internazionali, ha scelto di riabbracciare il Pescara, la società che nel lontano 2011-12 lo lanciò verso i fasti della Serie A sotto la guida visionaria di Zdenek Zeman. Un accordo, quello raggiunto ieri e confermato dal presidente Daniele Sebastiani, che si concretizzerà con la firma di un contratto fino al termine di questa stagione, corredato da un'opzione di rinnovo automatica in caso di salvezza. Il giocatore, libero da vincoli dopo l’esperienza all’estero, arriverà in città domani per mettersi a disposizione dell’allenatore Giorgio Gorgone, in una corsa contro il tempo per contribuire a risollevare le sorti di una squadra attualmente impegnata in una complicata lotta per non retrocedere.
Un legame che non si era mai spezzato
Quello tra il calciatore napoletano e la piazza abruzzese è sempre rimasto, negli anni, un filo conduttore carico di riconoscenza e di ricordi indelebili. Fu proprio indossando la maglia biancazzurra, in una squadra celebre per il suo gioco spregiudicato e offensivo, che Insigne esplose mostrando al paese intero il suo talento cristallino. Quel campionato di Serie B, vinto con un calcio considerato da molti il più spettacolare del decennio nella serie cadetta, rappresentò la rampa di lancio per una carriera poi costellata di successi e della maglia della nazionale. Il ritorno, pertanto, non è una semplice operazione di mercato, bensì il ricucirsi di un rapporto mai veramente interrotto, sebbene le strade si fossero separate per un lungo periodo.
Il contesto attuale e le aspettative
La situazione in cui Insigne andrà a inserirsi è, però, radicalmente diversa da quella che lasciò. Se allora l'obiettivo, e il risultato, fu la scalata alla massima serie, oggi la posta in gioco è la permanenza nella stessa categoria. Il Pescara, infatti, naviga in acque pericolose nella parte bassa della classifica e l'arrivo di un elemento di così alta caratura tecnica e carismatica vuole essere un colpo d'ala per infondere qualità e sicurezza nel gruppo. La società, che aveva già tentato l’approccio in passato, ha stavolta trovato la quadratura, conscia del fatto che il nome di Insigne possa ridare smalto e attenzione all’intero movimento. Molti, tra i tifosi, vivono questo evento come un ritorno a casa, un gesto che va oltre la mera prestazione sportiva per assumere connotati quasi romantici.
La scommessa sul campo e il ruolo della società
Dal punto di vista tecnico, l’operazione rappresenta una scommessa reciproca. Per il giocatore, si tratta di dimostrare di poter essere ancora un punto di riferimento decisivo in un campionato notoriamente fisico e complicato. Per la squadra e per l'allenatore Gorgone, invece, la sfida consiste nell’integrare rapidamente le sue caratteristiche in un meccanismo collettivo che deve prima di tutto essere solido. Il presidente Sebastiani, nel annunciare l’intesa, ha trasmesso tutta la soddisfazione per essere riuscito dove altri avevano fallito, sottolineando come questo ritorno possa rappresentare un punto di svolta. Resta inteso che il contratto, con la sua clausola legata alla salvezza, vincola le sorti del calciatore a quelle della squadra in un destino comune, aumentando ulteriormente la posta in gioco delle prossime, decisive, giornate di campionato.




