Pena di morte negli Usa, il Papa condanna i casi Hasan e Pike

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Papa Leone XIV ha dichiarato «inammissibile» la pena di morte, intervenendo il 10 ottobre 2026, in occasione della Giornata mondiale contro la pena capitale, mentre negli Stati Uniti esplodono le polemiche per due vicende: il progetto del Pentagono di trasmettere in diretta streaming un'esecuzione per fucilazione e il fallito tentativo di giustiziare una detenuta nel Tennessee. Il Pontefice ha affidato a un messaggio pubblicato su X la posizione della Chiesa, affermando che la pena capitale costituisce un attacco all'inviolabilità e alla dignità della persona. Il suo intervento non cita direttamente i singoli casi americani.

L'esecuzione di Hasan in diretta streaming divide Washington

Al centro delle controversie c'è Nidal Malik Hasan, l'ex maggiore e psichiatra dell'esercito statunitense condannato per la strage compiuta nel 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, dove furono uccise 13 persone e altre 32 rimasero ferite. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato l'intenzione di trasmettere pubblicamente la sua esecuzione mediante plotone di fucilazione, programmata per il 3 dicembre. Una scelta senza precedenti per la giustizia militare americana, presentata dal responsabile del Pentagono come un modo per mostrare le conseguenze di crimini particolarmente gravi. L'annuncio ha provocato critiche da parte di esponenti religiosi, osservatori internazionali e rappresentanti politici, compresi alcuni appartenenti al Partito repubblicano.

Il presidente Donald Trump ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva sulla diffusione delle immagini. Anche il vicepresidente JD Vance, cattolico praticante, ha espresso perplessità sull'iniziativa, dichiarando che non assisterebbe alla trasmissione dell'esecuzione. Dal Vaticano è arrivata una presa di posizione esplicita del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, che ha giudicato inaccettabile trasformare la soppressione di una vita umana in uno spettacolo pubblico. La Conferenza episcopale statunitense ha manifestato una dura opposizione al progetto, denunciando la promozione di una cultura della morte. Il ricorso al plotone di fucilazione da parte dell'esercito americano segnerebbe inoltre il ritorno a una modalità di esecuzione militare non utilizzata dal 1945.

Christa Pike sopravvive all'iniezione letale: indagine nel Tennessee

Un altro episodio ha investito il sistema penitenziario americano. Christa Pike, detenuta di 50 anni condannata per l'omicidio di Colleen Slemmer commesso nel 1995, è sopravvissuta al tentativo di esecuzione mediante iniezione letale effettuato il 30 settembre. Nella camera della morte le sono state somministrate due dosi di pentobarbital, senza provocarne il decesso. La donna ha continuato a respirare ed è stata successivamente trasferita in ospedale in condizioni gravissime. Dopo giorni trascorsi con il supporto della ventilazione meccanica, ha ripreso conoscenza ed è stata dimessa dalla struttura sanitaria, tornando nel centro penitenziario femminile Debra K. Johnson. I suoi avvocati hanno segnalato difficoltà di memoria e concentrazione, oltre alle conseguenze fisiche della procedura.

Il governatore del Tennessee Bill Lee ha sospeso le esecuzioni programmate per il resto dell'anno e disposto una revisione indipendente delle procedure adottate. Il caso ha provocato anche conseguenze giudiziarie: il 7 ottobre una giudice ha ordinato alle autorità di conservare le prove relative al tentativo fallito, comprese le sostanze utilizzate, le attrezzature mediche, le registrazioni e la documentazione degli operatori coinvolti. Gli esperti hanno avanzato l'ipotesi di problemi nella somministrazione endovenosa del farmaco, mentre le autorità penitenziarie non hanno fornito una spiegazione definitiva. I legali della detenuta hanno rinnovato la richiesta di commutare la condanna in ergastolo. Il responsabile del sistema carcerario statale si è dimesso durante la crisi.

La posizione della Chiesa sulla dignità dei condannati

Nel suo messaggio, il Pontefice ha richiamato l'insegnamento cattolico modificato durante il pontificato di Francesco, che considera la pena capitale incompatibile con il rispetto della dignità umana. Ha sottolineato che la tutela dei cittadini e le esigenze della giustizia possono essere garantite senza ricorrere all'uccisione dei colpevoli. Ha ricordato inoltre l'esistenza di sistemi di detenzione capaci di proteggere la società senza privare completamente i detenuti della possibilità di redenzione. Leone XIV, primo Papa nato negli Stati Uniti, ha dedicato particolare attenzione anche alla pastorale carceraria e alle condizioni delle persone private della libertà, insistendo sul riconoscimento dei loro diritti fondamentali indipendentemente dai reati commessi.

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