Ocse all'Italia: per ridurre il deficit servono più tasse, lotta all'evasione e tagli alle pensioni
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Redazione Economia
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L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) non ha usato giri di parole: se l’Italia vuole continuare a tenere sotto controllo il rapporto deficit/Pil, deve agire su più fronti, dall’aumento della tassa sulla casa al contrasto all’evasione, passando per il contenimento della spesa pensionistica. Il monito arriva in un momento delicato, segnato da tensioni internazionali, dazi commerciali e una crescita economica rivista al ribasso, fattori che rendono incerte le entrate fiscali e impongono la ricerca di risorse immediate.
Mentre la Federal Reserve si trova con le mani legate dall’inflazione, la Banca centrale europea potrebbe approfittare del dato sui prezzi, sceso all’1,9% a maggio dal 2,2% di aprile, per procedere già questa settimana con un ottavo taglio dei tassi, portandoli al 2%. L’Ocse prevede un’ulteriore discesa nel corso dell’anno, fino all’1,75%, confermando una tendenza che potrebbe alleggerire il costo del denaro.
Le prospettive per l’Italia, però, non sono rosee. Secondo le stime dell’organizzazione, nel 2025 il Pil crescerà appena dello 0,6%, per poi salire di un decimale l’anno successivo. Un rallentamento attribuibile, almeno in parte, alle perturbazioni nelle politiche commerciali globali, con i dazi che rischiano di frenare ulteriormente economie già in affanno. «Le prospettive globali stanno diventando sempre più difficili», avverte l’Ocse, sottolineando come l’inasprimento delle barriere doganali, unito a condizioni finanziarie più rigide e al calo della fiducia di imprese e consumatori, rappresenti un mix pericoloso.




