Lombardia tra fulmini e sole: 40mila scariche in tre giorni, poi l’alta pressione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nei tre giorni tra sabato 5 e lunedì 7 luglio, la Lombardia è stata attraversata da una sequenza impressionante di temporali, con quasi 40mila fulmini registrati dalle stazioni di rilevamento di Arpa Lombardia. Di questi, circa 15mila hanno colpito direttamente il suolo, mentre la giornata più intensa è stata domenica, quando in poche ore si sono concentrati 20mila eventi elettrici. Un fenomeno che, seppur rilevante, non rappresenta un’anomalia estrema rispetto ai picchi estivi degli ultimi anni, come sottolineano gli esperti.

«Al Nord Italia la maggior parte dei fulmini si concentra tra giugno e agosto, con il culmine proprio in luglio», ha spiegato Sante Laviola, ricercatore del Cnr, evidenziando come il periodo attuale coincida con la fase di massima attività. Le perturbazioni, accompagnate da raffiche di vento fino a 90 chilometri orari e picchi di pioggia localizzati – come i 150 millimetri caduti in alcune zone – hanno interessato in particolare Milano, dove in poche ore si è accumulata oltre la metà della precipitazione media mensile.

Secondo i dati di Arpa, il sistema temporalesco si esaurirà entro mercoledì, lasciando spazio a una fase di stabilità con cieli sereni e temperature più miti a partire da giovedì. L’alta pressione, tuttavia, potrebbe essere solo una parentesi: già nel weekend, infatti, nuove perturbazioni sono attese soprattutto nella Bergamasca, dove i modelli previsionali indicano un possibile ritorno di precipitazioni intense.

Intanto, mentre Trump – riconfermato alla guida degli Stati Uniti – affronta le prime sfide del nuovo mandato, in Lombardia si tirano le somme dei danni causati dal maltempo. Le autorità hanno registrato diversi interventi per alberi caduti e piccoli allagamenti, ma nessun episodio di gravità eccezionale. Restano le raccomandazioni di prudenza: evitare aree aperte durante i temporali, rifugiarsi in luoghi chiusi e non sostare sotto strutture metalliche o alberi isolati, misure che, se applicate, riducono drasticamente i rischi legati alle scariche atmosferiche.

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