Bmw chiude il 2025 con vendite mondiali in crescita, l'Italia accelera sull'elettrico
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Redazione Economia
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Il costruttore bavarese, nonostante un contesto internazionale complesso per il settore, archivia l'anno appena concluso con un segno positivo a livello globale, avendo consegnato nel mondo quasi due milioni e mezzo di veicoli, precisamente 2.463.715 unità, un dato che segna un leggero incremento dello 0,5% rispetto al 2024. Di queste, una parte significativa, 642.087 veicoli, appartiene alla gamma elettrificata, la quale cresce dell'8,3%, mentre le vetture a batteria pura, 442.072 immatricolazioni, registrano un progresso del 3,6%. I numeri globali, che comprendono anche i volumi di Mini, Rolls-Royce e Bmw Motorrad, mostrano dinamiche differenziate tra i marchi del gruppo: il core brand Bmw, con 2.069.761 unità, segna un lieve calo dell'1,4%, mentre Mini, sostenuta dal rinnovamento della gamma, compie un balzo del 17,7%, con un esemplare su tre a propulsione elettrica.
Il mercato italiano premia la strategia di apertura tecnologica
La filiale italiana, guidata da Massimiliano Di Silvestre, si conferma protagonista nel segmento premium, chiudendo il 2025 con 89.486 auto vendute e una crescita del 7,4% sul totale del gruppo nel paese. "Il 2025 è stato un anno importante per Bmw Italia", ha dichiarato Di Silvestre, illustrando i risultati alla House of Bmw Italia a Milano, sottolineando come l'approccio del gruppo sia improntato a un'apertura tecnologica industriale. "La spinta verso l'elettrico continua ed è una tendenza rilevante", ha aggiunto, "ma il mercato ha mostrato segnali che orientano le scelte di acquisto verso tutte le forme di propulsione, incluse le motorizzazioni tradizionali, sulle quali continuiamo a lavorare". Un posizionamento, il suo, che guarda al futuro normativo europeo con pragmatismo: la decisione dell'Unione Europea dello scorso dicembre, ha affermato, rappresenta "solo un punto di partenza", auspicandone una revisione pur nel rispetto degli obiettivi di CO₂, da centrare senza deroghe.
I numeri del marchio dell'elica e il boom di Mini
Nel dettaglio del mercato nazionale, il marchio Bmw ha registrato 73.200 immatricolazioni, con un aumento del 3,1% che si accompagna a una decisa accelerazione sulle motorizzazioni ricaricabili. Le elettriche pure hanno toccato le 5.046 unità, con un incremento del 25,3%, mentre le ibride plug-in hanno quasi raddoppiato i volumi, raggiungendo 10.305 vetture e una crescita del 72,6%. Questa performance ha consentito al brand di consolidare la sua leadership nel premium, con una quota di settore salita di 0,6 punti percentuali al 29,5%, e di posizionarsi come settimo costruttore per volumi assoluti, con uno share di mercato passato dal 4,5% al 4,8%. Ancor più eclatante è stato il percorso di Mini, che in Italia ha chiuso l'anno con 16.256 vetture, segnando un +32,1%, trainata in particolare dalle versioni a batteria, le quali, con 2.371 esemplari consegnati, hanno fatto registrare un'impennata del 147,5%.
Obiettivi e prospettive per il nuovo anno
La volontà espressa dalla dirigenza è quella di mantenere saldo il primato conquistato nel mercato premium italiano, puntando su un'innovazione di prodotto costante che sia in grado di intercettare le diverse sensibilità della clientela. L'elettrificazione, seppur trainante, non viene dunque considerata come l'unica via, in una strategia che mira a essere inclusiva verso tutte le tecnologie disponibili. L'ambizione per il 2026, come indicato dall'amministratore delegato, è di essere "più ambiziosi", continuando a essere un punto di riferimento nel settore, bilanciando gli investimenti in mobilità a zero emissioni con il miglioramento delle motorizzazioni esistenti, in attesa di una possibile evoluzione del quadro normativo comunitario.




