Le mostre da non perdere nel 2026: il calendario è già un capolavoro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un calendario sorprendente, frutto di ricerche approfondite e collaborazioni internazionali, si è appena svelato nei principali musei e fondazioni italiane, definendo un 2026 centrale per la vita culturale del Paese. La panoramica, aggiornata e completa, offre una guida imperdibile per chi intenda programmare viaggi all’insegna dell’arte, disegnando un percorso che, da febbraio in poi, unisce capolavori consacrati dalla storia e progetti inediti che promettono di segnare il dibattito contemporaneo. Un intreccio, questo, che passa attraverso l’essenzialità della fotografia americana, le suggestioni potenti del Barocco e le sperimentazioni più recenti, senza dimenticare l’effervescenza degli eventi collaterali che animeranno città come Bologna e Milano.
Febbraio, il mese del grande fermento
Il primo atto di questo ricchissimo anno si gioca già nel secondo mese, quando l’offerta espositiva tocca picchi di densità e qualità, complici alcuni grandi appuntamenti collaterali. Bologna, ad esempio, si prepara a vivere una fase di rilancio con Arte Fiera, che sotto una direzione rinnovata propone un programma dal Titolo emblematico, “Cosa sarà”. Nello stesso periodo, Milano accoglierà il grande evento delle Olimpiadi Invernali, un occasione che le istituzioni culturali sfrutteranno per presentare proposte di alto livello, dall’HangarBicocca, con Benni Bosetto, a Palazzo Reale, dove si potranno ammirare le opere di Anselm Kiefer e Robert Mapplethorpe. Una programmazione, quella milanese, che dialoga con le capitali europee dell’arte, da Londra a Parigi fino a Berlino, in un confronto serrato di immaginari antichi e contemporanei.
I maestri della fotografia in primo piano
Tra i filoni più attesi spicca senza dubbio quello dedicato alla fotografia del Novecento, con mostre che ne ripercorrono l’affermazione come linguaggio visivo fondamentale. A Torino, CAMERA ospiterà, dal primo febbraio al due giugno, “Edward Weston. La materia delle forme”, una retrospettiva che punta a svelare la radice profonda dell’opera essenziale e inconfondibile del maestro, profondamente radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense. Un percorso, quello torinese, che si affianca ad altre importanti rassegne dedicate a giganti della fotografia come Giovanni Gastel e Horst P. Horst, offrendo uno sguardo chiaro e articolato sull’evoluzione di questo medium.
Il ritorno del Barocco e altri percorsi
Accanto alla fotografia, anche la grande pittura troverà spazio in programmazioni di respiro nazionale. La grande stagione del Barocco, ad esempio, sarà celebrata con mostre di rilievo in due città d’arte come Forlì e Roma, promettendo un tuffo nello sfarzo e nel dramma di quell’epoca irripetibile. Non mancheranno, poi, percorsi più eccentrici e legati alla cultura pop, come quelli dedicati al mondo dei tarocchi, e le retrospettive di artisti che hanno segnato la scena recente, da John Giorno a Tracey Emin. Un mosaico variegato, insomma, che promette di soddisfare ogni tipo di curiosità e di rendere il 2026 un anno di scoperta continua per il pubblico italiano.




