Sinner batte Pellegrino e vola ai quarti di Roma: record eguagliato, adesso c’è un russo o un georgiano
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Redazione Interno
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Sul centrale del Foro Italico, dove la terra rossa restituisce ancora una volta il rumore sordo di palle pesanti e cambi di direzione fulminei, Jannik Sinner ha liquidato la pratica Andrea Pellegrino in un’ora e ventinove minuti: 6-2, 6-3 il punteggio finale, che però non racconta – come spesso accade con il numero 1 del mondo – soltanto la sostanza di un successo scontato, bensì il modo in cui è stato costruito. L’altoatesino, classe 2001, ha concesso le briciole al suo avversario, un 29enne (nato nel 1997) che attualmente occupa la 126ª posizione del ranking Atp, con un best ranking di 125 raggiunto in carriera. Eppure, proprio nell’apparente divario incolmabile tra i due, si nasconde il dato tecnico più significativo di questa tornata ottavofinalista: Sinner ha messo insieme la trentunesima vittoria consecutiva nei tornei Masters 1000, eguagliando un record che apparteneva finora a Novak Djokovic.
Un derby azzurro senza storia, ma il perdente ha qualcosa da raccontare
Pellegrino, partito dalle qualificazioni e autore di un percorso sin qui memorabile, aveva eliminato al secondo turno il numero 20 del mondo ed ex top ten Frances Tiafoe, imponendosi in due set – circostanza che da sola valeva già un intero torneo per un giocatore abituato ai campi secondari dei Challenger. Onorare poi il match più importante della propria carriera contro il numero 1 Atp, sul campo centrale di un Masters 1000, non è mai un esercizio banale: il pugliese ha retto l’urto nei primi game di ciascun set, salvo poi cedere il passo quando Sinner ha alzato il ritmo da una falcata all’altra. Nel secondo parziale, sul 3-3, l’allungo decisivo del campione in carica degli Australian Open ha spezzato ogni residua speranza, lasciando però intatto il bagaglio di esperienza e l’inestinguibile soddisfazione per quanto costruito in questa edizione degli Internazionali d’Italia.
Trentuno di fila nei 1000: Sinner aggancia Djokovic
Il dato statistico che farà discutere gli appassionati nei prossimi giorni – e che già ora impone una riflessione sull’attuale gerarchia mondiale – è proprio quello relativo alla striscia di vittorie nei Masters 1000. Trentuno successi consecutivi significano aver dominato per mesi i tornei più importanti dopo le prove del Grande Slam, ovvero quelli che radunano sistematicamente i migliori 64 giocatori del circuito. Sinner ha eguagliato il primato stabilito da Djokovic, anche se il serbo, va detto, lo aveva realizzato in un’epoca di concorrenza probabilmente più frammentata per quanto riguarda il numero di antagonisti al vertice. Resta il fatto che un record, quando viene agganciato, merita di essere raccontato per quello che è: un pezzo di storia contemporanea del tennis mondiale, cucito addosso a un 24enne di Sesto Pusteria che ormai non sorprende più nessuno quando vince, ma anzi sorprende quando – raramente – perde.
Quarti di finale e un possibile nuovo primato all’orizzonte
Giovedì, sul rettangolo di gioco che già ha ospitato alcune delle sue esibizioni più solide, Sinner troverà l’avversario designato dall’altro ottavo di finale in programma, ovvero uno tra il russo Andrey Rublev e il georgiano Nikoloz Basilashvili. Entrambi giocatori di indiscutibile talento, ma reduci da stagioni altalenanti: il primo è una testa di serie pericolosa, capace di colpi proibiti da fondo e di improvvisi blackout mentali; il secondo, ex top ten a sua volta, sta provando a risalire la classifica dopo un periodo complicato. Per l’azzurro, qualunque sia il nome sull’altro lato della rete, il copione sarà chiaro: allungare a 32 la serie di vittorie nei Masters 1000 e strappare a Djokovic la leadership solitaria in questa speciale classifica. Il match, trasmesso in diretta tv su SuperTennis e in streaming sulla piattaforma dedicata, rappresenta l’ennesimo snodo di una stagione che, per Sinner, sembra procedere sul velluto: senza sbavature, senza traumi, soltanto con la calma geometrica di chi ha trasformato il tennis in un calcolo di probabilità.




