Roma segue Yuri Alberto, mentre Zangrillo racconta la fine al Genoa
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Redazione Sport
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La Roma, che non ha mai celato il suo apprezzamento per il giocatore, ha ripreso i contatti per Yuri Alberto, un'attività di scouting e di dialogo che si è intensificata in seguito alla recente visita nella capitale del suo agente, André Cury. Sebbene la missione dell'intermediario, la quale ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul nome dell'attaccante del Corinthians, non fosse esclusivamente dedicata a lui, ha comunque permesso di ristabilire un canale comunicativo che il club giallorosso monitora con attenzione, valutando ogni possibile sviluppo in vista della prossima sessione di trasferimenti.
Le dichiarazioni di Zangrillo
In un quadro calcistico sempre in movimento, fatto di trattative e di passioni che spesso travalicano il semplice sport, assumono un tono di profonda amarezza le parole di Alberto Zangrillo. L’ex presidente del Genoa, in un’intervista, ha svelato alcuni retroscena sulla sua uscita dalla società, avvenuta “per giusta causa” lo scorso ottobre, dipingendo un ritratto di un rapporto ormai deteriorato ai piani alti del club. “Credo che la causa sia una profonda antipatia tra me e l’ad Andres Blazquez, oltre a una sfidurezza reciproca”, ha affermato Zangrillo, il quale, nonostante la posizione, si è detto consapevole degli equilibri di potere: “Però lui contatta e io no, lo accetto”.
Una frattura insanabile
La frattura definitiva, come ha raccontato, si consumò nella primavera del 2024, diventando in breve tempo insanabile. Zangrillo ha ricordato anche un episodio precedente, una cena di quattro anni fa a Milano, in casa di Diego Della Valle, il quale, a suo dire, “mi vuole bene e non capiva perché mi stessi mettendo nei casini accettando la presidenza del Genoa”. Un presagio, quasi, di quelle che sarebbero state le successive difficoltà. L’ex presidente ha inoltre sottolineato di aver mantenuto un dialogo costante con chi, tramite un advisor bancario, continuava a sostenere finanziariamente la società, un dettaglio che delinea ulteriormente la complessità della sua gestione.
L'amore per la maglia e la delusione
Al di là delle questioni personali e delle incomprensioni, ciò che emerge con forza è il suo legame viscerale con il Genoa, una delle due grandi passioni della sua vita insieme alla medicina. “Non c’è giorno in cui non pensi al Genoa”, ha confessato, aggiungendo che durante la sua esperienza da presidente si era sentito come se avesse “30 figli in più”. Un amore che, però, si è scontrato con la cruda realtà del professionismo calcistico, da lui definito “la cosa più lontana possibile dall’amore per la maglia”. Una delusione resa più acuta dal fatto che, durante un periodo di malattia, nessuno dal club lo abbia cercato, un episodio che ha contribuito a segnare profondamente il suo distacco dall’ambiente.




