Ghedina e il monito dopo la morte di Franzoso: "Bisogna cambiare gli sci, sono troppo veloci"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’addio a Matteo Franzoso, lo sciatore azzurro scomparso a soli ventisei anni dopo una caduta durante un allenamento a La Parva, in Cile, scava un solco profondo nello sport italiano, il quale, nel giro di un anno, piange la sua seconda giovane vittima dopo Matilde Lorenzi. La tragedia, che ha suscitato un cordoglio unanime, riaccende con urgenza un dibattito annoso, ma mai così attuale, sulla sicurezza nelle discipline veloci dello sci alpino. A farsi portavoce di un malessere diffuso, seppur con il pragmatismo di chi quelle piste le ha dominate da campione, è Kristian Ghedina, storico volto della discesa libera italiana.
L’atleta di Cortina, le cui imprese restano indelebili nella storia di questo sport, conosceva Franzoso e ne ricorda la grinta e l’intelligenza, sottolineando come avesse saputo conciliare gli studi universitari con l’impegno agonistico. Proprio lui, che della velocità ha fatto il suo marchio di fabbrica, lancia ora un monito chiaro e inaspettato: “Se facessi ancora discesa libera oggi, confesso che non vorrei mai che i nuovi sci venissero cambiati, danno l'adrenalina della velocità: ma la verità è che sono troppo veloci, specie in curva. Ed è ora di cambiarli”. Una presa di posizione netta, che va oltre il semplice cordoglio e si trasforma in un appello concreto al mondo dello sci.
Una riflessione amara, la sua, che trova eco in un dolore privato trasformato in rabbia. Lucrezia Lorenzi, sorella di Matilde – la sciatrice morta in Val Senales meno di un anno fa – ha espresso via social tutta la sua angoscia, rigettando le definizioni di fatalità o disgrazia. La sua è una denuncia precisa, che punta il dito contro la presunta sicurezza di cui dovrebbero godere gli atleti professionisti, i quali, al contrario, si trovano spesso esposti a rischi elevatissimi persino in fase di allenamento, dove la ricerca della prestazione spinge al limite le possibilità umane e meccaniche.




