Occhiuto si dimette, il fratello Mario: "Grazie a lui la Calabria è cambiata"
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Redazione Interno
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Mentre agli Stati Generali del Sud, in corso al Kalura di Reggio Calabria, si discute del futuro del Mezzogiorno, anche Mario Occhiuto – fratello del presidente dimissionario Roberto – prende la parola per difendere l’operato di chi, fino a poche ore fa, guidava la Regione. "Mio fratello ha intelligentemente capito che c’era un attacco nei suoi confronti e ha scelto di dimettersi", afferma, sottolineando come, nonostante le polemiche, "ormai ovunque si riconosca quanto la Calabria sia cambiata" durante il suo mandato.
Le dimissioni, annunciate ieri attraverso un video diffuso sui social, arrivano in un momento delicato per la regione, stretta tra emergenze sanitarie, infrastrutture carenti e una stagione estiva segnata da incendi. Occhiuto, inquadrato davanti a un cantiere aperto, ha giustificato il passo indietro come un atto di rispetto verso i cittadini, pur ribadendo la propria fiducia nelle istituzioni. "Ho deciso di sottopormi di nuovo alla volontà dei calabresi non perché non rispetti il lavoro della magistratura", ha precisato, aggiungendo che "in una regione complicata come la Calabria, la sinergia tra governo e procure è essenziale". Una posizione che, se da un lato evita toni polemici verso la giustizia, dall’altro lascia intendere un disagio per tempistiche giudiziarie non sempre compatibili con l’azione politica.
La mossa, però, non convince l’opposizione. Antonio Cristallo del PD parla di un "gesto da viceré, non da presidente eletto", accusando Occhiuto di aver "congelato la Regione" pur dichiarando di voler "ripartire". "Blocca tutto, poi accusa altri di aver fermato il governo", osserva il dem, in un chiaro riferimento alle tensioni che hanno preceduto le dimissioni.




