Calabria, Occhiuto si dimette e annuncia la ricandidatura: "Saranno i calabresi a decidere"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha annunciato oggi le proprie dimissioni con un videomessaggio diffuso sui social, un gesto che – pur nella sua apparente immediatezza – sembra calibrato per ribadire la volontà di non abbandonare la scena politica. "Ho deciso di dimettermi, ma ho deciso anche di ricandidarmi", ha dichiarato, rivolgendosi direttamente agli elettori. "Siate voi a scrivere il futuro della Calabria", ha aggiunto, sottolineando come tra poche settiane si tornerà alle urne.

La mossa, che arriva alla vigilia degli Stati generali di Forza Italia, partito di cui Occhiuto è esponente di spicco, non è casuale. Dietro la scelta, infatti, c’è l’ombra di un’inchiesta della procura di Catanzaro che lo vede indagato per corruzione, un’ipotesi di reato che, seppur non ancora tradotta in capi d’accusa precisi, ha spinto il governatore a cercare una legittimazione popolare immediata. "Non mi farò fermare", ha dichiarato, lasciando intendere che le dimissioni siano un passaggio tattico più che una resa.

Quello che colpisce, al di là della strategia politica, è il tono del messaggio: Occhiuto non parla da imputato, ma da leader che chiede fiducia per portare avanti "il lavoro" iniziato. Un lavoro che, a suo dire, rischierebbe di bloccarsi senza un nuovo mandato. Le opere in corso, ha sottolineato, non possono attendere i tempi della giustizia, e per questo ha scelto di rimettere il proprio incarico "nelle mani dei calabresi".

La decisione di ricandidarsi senza soluzione di continuità solleva però interrogativi, a partire dalle tempistiche: un voto anticipato, infatti, potrebbe essere visto come un tentativo di aggirare l’indagine, anche se Occhiuto nega ogni collegamento diretto. Quel che è certo è che la procura di Catanzaro, che sta indagando su presunti illeciti legati a fondi pubblici, non ha ancora formalizzato accuse, lasciando spazio a una campagna elettorale che si annuncia già combattuta.

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