Fascicolo vuoto sull'Archivio di Stato, il mistero di Emanuela Orlandi si infittisce

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana sparita a Roma nell'estate del 1983, si arricchisce di un nuovo enigma. Nell'Archivio Centrale dello Stato è stato rinvenuto un fascicolo inerente al cold case, trasferito dal Ministero dell'Interno nel 2017, ma il contenuto è sorprendentemente assente. Il presidente della Commissione d'inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, il senatore di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo, ha visionato il dossier, constatando che esso è vuoto.

Il fascicolo, che reca la dicitura "Ministero dell'Interno – Direzione centrale della pubblica sicurezza – U.c.i.g.o.s. – Scomparsa Emanuela Orlandi", contiene solo la copertina e un sommario dei documenti che dovrebbero essere presenti al suo interno. Questo ritrovamento, avvenuto nell'Archivio Centrale dello Stato, è stato possibile grazie a una direttiva del governo Renzi, che nel 2017 ha ordinato il trasferimento di vari documenti dal Ministero dell'Interno.

Il senatore De Priamo, con una sorta di blitz all'Archivio, ha appurato l'esistenza del fascicolo, che per anni era stato custodito dal Ministero dell'Interno in uno dei suoi depositi sulla Circonvallazione Appia. Tuttavia, il fatto che il fascicolo sia vuoto solleva nuovi interrogativi sul destino dei documenti originali e sul perché siano stati rimossi. La scoperta di questo dossier vuoto aggiunge un ulteriore strato di mistero a un caso già intricato e controverso, che ha visto numerose teorie e speculazioni nel corso degli anni.

La scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983, ha suscitato un'attenzione mediatica senza precedenti e ha portato a numerose indagini, sia ufficiali che giornalistiche. Nonostante gli sforzi, il caso rimane irrisolto, e la recente scoperta del fascicolo vuoto non fa che alimentare ulteriori dubbi e sospetti.

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