La morte di Eugenio Borgna, psichiatra con sentimento
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Redazione Interno
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Eugenio Borgna, noto psichiatra e figura di spicco nel panorama medico italiano, è deceduto all'età di 94 anni nella sua abitazione di Borgomanero, nel novarese. Borgna, che ha dedicato la sua vita all'indagine della psiche umana, ha lasciato un'impronta indelebile nel campo della psichiatria, sviluppando un approccio originale e profondamente umano alla cura dei pazienti mentali.
Nato nel 1930, Borgna ha ricoperto ruoli di rilievo in diverse istituzioni sanitarie, tra cui il reparto di psichiatria dell'Ospedale di Pavia e il servizio psichiatrico dell'Ospedale Maggiore di Novara, dove ha lavorato come direttore. La sua carriera accademica è stata altrettanto prestigiosa, con incarichi di docenza a Milano e in altre città italiane. Borgna ha inaugurato un filone di psichiatria dell'interiorità, in cui arte, filosofia e letteratura sono stati strumenti fondamentali per spiegare e alleviare la sofferenza dei pazienti.
La notizia della sua scomparsa è giunta come un fulmine a ciel sereno, lasciando un vuoto profondo tra coloro che lo conoscevano e apprezzavano. Il vescovo Franco Giulio, a nome della Chiesa novarese, ha espresso il suo cordoglio, unendosi al lutto delle sorelle Maria Teresa, Maria Emilia, Laura, del fratello Riccardo e di tutti i famigliari. Borgna, che aveva scelto di tornare a vivere nella sua terra natale, è stato una figura di riferimento non solo per la sua competenza professionale, ma anche per la sua capacità di avvicinarsi ai pazienti con empatia e comprensione.
Villa Borgna, la sua residenza a Borgomanero, è stata per decenni un luogo di riflessione e studio, dove il grande psichiatra ha continuato a coltivare il suo interesse per le discipline umanistiche, integrandole nella pratica medica.




