Spagna e Francia nella morsa degli incendi: evacuazioni e stato di emergenza
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Redazione Esteri
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Le fiamme, alimentate da un caldo eccezionale e da raffiche di vento che in alcune zone hanno toccato i 60 chilometri orari, continuano a devastare vaste aree del sud-ovest dell'Europa. In Spagna, la situazione è ormai considerata fuori controllo, tanto che il governo centrale ha dichiarato per la seconda volta nella sua storia lo stato di emergenza di interesse nazionale per fronteggiare l'emergenza incendi, una decisione che ha trasferito il coordinamento di tutti i mezzi statali, regionali e locali al governo centrale.
Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha definito la situazione "drammatica" e "complessa", sottolineando che la priorità assoluta è salvare vite umane.
La furia delle fiamme a ovest di Madrid
L'epicentro della crisi spagnola è rappresentato dai vasti roghi che stanno devastando la zona sud-occidentale della Comunità di Madrid e la vicina provincia di Ávila. Le immagini, provenienti da un tetto nel comune di Navas del Rey, una delle località evacuate, mostrano in meno di dieci minuti la velocità impressionante con cui il fuoco è in grado di distruggere metri di vegetazione, un fenomeno che ha reso gli interventi di spegnimento estremamente difficoltosi.
I due principali fronti di fuoco, originatisi nei comuni di San Martín de Valdeiglesias e Villa del Prado, sono arrivati a minacciare di congiungersi, un evento che avrebbe creato un unico, immenso fronte e che ha reso inevitabile l'evacuazione completa di Chapinería, Navas del Rey e Colmenar del Arroyo, tramite l'invio di messaggi di allerta ES-Alert alla popolazione. La presidente della regione di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha parlato del "peggior incendio nella storia della regione", di fronte a una "tempesta perfetta" di condizioni avverse.
Un bilancio drammatico e migliaia di sfollati
L'emergenza ha assunto proporzioni enormi, con un numero complessivo di evacuati che, tra Spagna e Francia, ha superato le 270.000 persone. Nella sola area di Madrid, le autorità hanno contato oltre 63.000 persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni o a rimanere confinate nelle proprie case, con circa 25.000 ettari di territorio già ridotti in cenere. La situazione è critica anche nella provincia di Ávila, dove le fiamme hanno divorato altri 9.000 ettari, minacciando strutture come una casa di riposo che è stata evacuata all'alba.
Il governo spagnolo ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile, ricevendo rinforzi aerei da Italia, Grecia, Portogallo e Paesi Bassi, mentre due strade cruciali come la M-501 e la M-507 sono rimaste chiuse e un guasto alle telecomunicazioni ha complicato ulteriormente le operazioni, isolando sedici comuni.
La prima vittima a Valencia e il ricorso all'A400M in Francia
Il bilancio delle vittime ha registrato il primo tragico epilogo in Spagna, dove un uomo di 78 anni è stato trovato morto all'interno della sua auto, in un burrone colpito dalle fiamme, nel comune di Manises, vicino a Valencia. L'incendio, divampato intorno alle 12:45 in una zona di vegetazione, ha causato anche il ricovero di cinque persone per intossicazione da fumo e ustioni.
Nel frattempo, in Francia, dove le fiamme continuano a minacciare la penisola di Cap Ferret e l'area di Bordeaux, le autorità hanno deciso di impiegare per la prima volta un aereo da trasporto militare A400M nelle operazioni antincendio. Il velivolo, modificato con un kit di lancio di liquido ritardante, è in grado di sganciare fino a 20 tonnellate di materiale, una capacità che equivale a quella di tre Canadair e che servirà a creare linee di protezione per arginare l'avanzata del fuoco.
Emergenza senza precedenti e mobilitazione internazionale
Nonostante un temporaneo miglioramento delle condizioni meteorologiche durante la notte, il pericolo resta altissimo a causa delle previsioni di un nuovo rinforzo del vento, che potrebbe alimentare nuovi fronti e vanificare i progressi fatti. In questo contesto, sia la Francia che la Spagna hanno fatto appello alla solidarietà dell'Unione Europea, ottenendo il dispiegamento di mezzi aerei da diversi paesi membri per supportare i vigili del fuoco, già messi a dura prova da giorni di lavoro estenuante.
Le autorità di entrambi i paesi hanno ammesso di essere state colte di sorpresa dalla violenza e dalla rapidità di propagazione degli incendi, che hanno reso impossibile un contrasto frontale in molte aree. L'emergenza, che ha già reso il 2026 l'anno peggiore di sempre per gli incendi boschivi in Francia, continua a tenere in scacco decine di migliaia di persone, in una lotta contro il tempo e contro una natura infuriata che non accenna a placarsi.
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