La svolta di Trigoria: i Friedkin blindano Gasperini, Ranieri pronto al passo indietro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il silenzio, che nelle ultime settimane aveva avvolto come una coltre pesante il centro sportivo Fulvio Bernardini, è stato finalmente rotto da una presa di posizione netta da parte della proprietà giallorossa. Dan Friedkin, dopo aver assistito a una escalation di frizioni che rischiava di compromettere l’intera stagione, ha scelto da che parte stare, e la sua decisione – sebbene filtrata più attraverso le pieghe dei retroscena che tramite comunicati ufficiali – appare ormai inappellabile: il progetto tecnico proseguirà sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Una fiducia, quella nei confronti dell’ex tecnico dell’Atalanta, che non solo viene ribadita, ma che sembra rafforzarsi proprio laddove il clima si era fatto più incandescente; un messaggio chiaro, insomma, diretto a spegnere ogni voce di un possibile esonero prima della fine della corrente annata sportiva.
L’affondo del senior advisor e il contropiede del presidente
Tutto era partito da un’intervista, rilasciata a ridosso della sfida con il Pisa, nella quale Claudio Ranieri – figura storica e senatore dello spogliatoio – aveva espresso concetti non proprio allineati con le volontà della società, accendendo i riflettori su una gestione interna sempre più complessa. Le sue parole, percepite da molti come una critica indiretta alla gestione dell’allenatore o come un tentativo di marcare il territorio a pochi mesi dalla fine del campionato, hanno scoperchiato un vaso di Pandora fatto di incomprensioni accumulate nei mesi precedenti. La reazione della proprietà, però, non si è fatta attendere, ed è arrivata nella forma più concreta: il presidente, attraverso i suoi uomini più fidati, ha ribadito a Gasperini la centralità del suo ruolo nel progetto triennale avviato con grande dispendio economico e mediatico. Non solo, stando a quanto raccolto dal *Corriere dello Sport*, i Friedkin avrebbero già manifestato l’intenzione di modificare l’assetto societario per accontentare le richieste del tecnico, il quale – va detto – non ha mai fatto mistero di volere un rapporto diretto e privo di filtri con la proprietà, tagliando fuori figure che lui stesso considera ormai ingombranti.
Ranieri al bivio: l’addio o un ruolo marginale
Se la posizione di Gasperini è stata blindata, quella di Claudio Ranieri diventa, di conseguenza, oggetto di una riflessione dolorosa ma necessaria. I due, ormai, si ignorano da giorni: una distanza che non è solo fisica, ma sostanziale, legata a una visione diametralmente opposta della gestione delle risorse umane e delle dinamiche di Trigoria. Gasperini, forte del sostegno texano, avrebbe chiesto – e in parte già ottenuto – di non dover più intrattenere rapporti di lavoro diretti con il senior advisor, una condizione che riduce il campo d’azione di Ranieri a un ruolo puramente onorifico, se non del tutto sterile. In questo contesto, non stupisce che si faccia sempre più insistente l’ipotesi di un suo allontanamento volontario; del resto, lo stesso Ranieri aveva lasciato intendere, in alcune battute informali, di essere pronto a farsi da parte qualora non fosse più stato interpellato nelle scelte che contano. Una separazione, quella tra la Roma e "Sir Claudio", che assumerebbe i contorni di un addio sofferto ma forse inevitabile, visto che la proprietà – pur stimandolo profondamente – non sembra più disposta a mantenere in vita un "doppio comando" che ha dimostrato tutta la sua fragilità.
Le implicazioni per l’area dirigenziale e lo staff
Ma il terremoto in corso a Trigoria non si ferma alla panchina. La volontà di accontentare Gasperini, infatti, porterà con sé una scia di cambiamenti anche negli uffici dirigenziali. Il primo a finire nel mirino, quasi per un effetto domino naturale, è il direttore sportivo Frederic Massara, con il quale il tecnico non ha mai trovato una vera e propria sintonia. I Friedkin starebbero già valutando una sua sostituzione, come parte di una più ampia opera di ricostruzione della catena di comando, attualmente troppo corta e fragile. Non solo: secondo le ultime indiscrezioni, lo stesso Gasperini avrebbe messo sul piatto la richiesta di rivedere lo staff tecnico e, particolare non secondario, lo staff medico, verso il quale avrebbe manifestato più di una perplessità nel corso della stagione. In sostanza, la proprietà si appresta a concedere al proprio allenatore quella che si potrebbe definire una "carta bianca" operativa, nella speranza che questa fiducia illimitata si traduca in risultati sul campo e in una ritrovata serenità ambientale. Una scommessa importante, quella di Dan Friedkin, che dimostra come, nonostante la distanza geografica, la sua attenzione verso le dinamiche interne della Roma sia tutt’altro che sbiadita.




