Il dibattito sulla cannabis light in Italia
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Redazione Interno
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La questione della cannabis light è al centro di un acceso dibattito in Italia. L'opposizione si sta infiammando per la revisione dell'emendamento al disegno di legge sulla cannabis light, che nel nuovo testo pone uno stop alla filiera, equiparando la cannabis light a quella non light, quindi contenente Thc.
Il flash mob di +Europa
A Roma, davanti alla Camera, sono state distribuite nei giorni scorsi delle bustine di cannabis light con sopra il volto della premier Giorgia Meloni. Il flash mob di +Europa contro un emendamento del governo al decreto sicurezza che blocca la produzione e la commercializzazione della cannabis a basso contenuto di thc, non ha mancato di attirare attenzione.
Le critiche all'emendamento
Riccardo Magi e Antonella Soldo di +Europa hanno definito l'emendamento una "pagliacciata", sottolineando che questo prodotto dà lavoro a 13 mila persone nel nostro Paese. Hanno espresso preoccupazione per l'impatto che l'emendamento potrebbe avere sull'industria della canapa in Italia.
La posizione del governo
Il governo italiano, con il solito supporto della Lega, sembra determinato a fare un salto indietro verso un’era di repressività ingiustificata e discriminante. L’ultima provocazione è l’emendamento presentato dal deputato leghista Iezzi che propone di criminalizzare l’uso di immagini che rappresentino, anche in maniera stilizzata, la pianta di canapa a fini commerciali.
La questione della cannabis light in Italia rimane aperta e controversa, con molte voci che si levano in difesa della sua produzione e commercializzazione. La discussione continua in parlamento, con l'opposizione che si batte per i diritti dei lavoratori del settore e per la libertà di scelta dei consumatori.




