Jeff Bezos supera Sergey Brin: Amazon vola a Wall Street e tocca i 3.000 miliardi
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Redazione Economia
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Un nuovo sorpasso ai vertici della ricchezza globale, che arriva in concomitanza con una delle performance più brillanti mai registrate dal colosso dell'e-commerce. Jeff Bezos è ufficialmente tornato a essere la terza persona più ricca del mondo, scavalcando Sergey Brin, il co-fondatore di Google, in un contesto di mercato che ha visto le azioni di Amazon letteralmente decollare sulla scia di una trimestrale giudicata largamente superiore alle attese degli analisti.
Il balzo del titolo, che ha messo a segno il maggior rialzo giornaliero degli ultimi quattro anni, ha ridisegnato la classifica dei magnati della tecnologia, con Bezos che ora osserva da vicino le posizioni di vertice occupate da Bernard Arnault e da un certo Elon Musk.
La trimestrale e l'impennata del titolo
Le azioni di Amazon hanno aperto le contrattazioni di venerdì con un balzo di circa il 14%, per poi chiudere la seduta con un incremento del 15,3%. Una performance che non si vedeva dai tempi del 24 aprile 2015, quando il titolo registrò un rialzo del 14,1%, e che ha di fatto alimentato un rally senza precedenti per la società fondata da Bezos. Il dato è ancora più significativo se si considera che, nelle primissime fasi dello scambio, il valore delle azioni aveva già superato la soglia psicologica dei 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Un traguardo storico, raggiunto per la prima volta dalla fondazione di Amazon, che proietta l'azienda nell'olimpo dei cosiddetti "Big Five" di Wall Street. In questo club ristretto, accanto al colosso dell'e-commerce, trovano ora posto Nvidia, Alphabet, Microsoft e Apple: un quintetto che guida la corsa all'innovazione tecnologica e che beneficia, in misura sempre maggiore, del rinnovato ottimismo legato all'Intelligenza artificiale.
L'onda lunga dell'AI ha infatti spinto i titoli tecnologici verso nuovi massimi, e Amazon ha saputo cavalcarla meglio di altri in questa occasione, portando a casa un guadagno complessivo che dall'inizio dell'anno si attesta ormai intorno al 20%.
Il contesto macroeconomico e le mosse di Trump
La seduta di venerdì, che ha visto anche le Borse europee chiudere in territorio positivo, è stata influenzata da un quadro macroeconomico complesso e dalle ultime, ennesime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti riguardo alla situazione in Medio Oriente. Dopo aver minacciato di colpire l'Iran "con grande forza" venerdì e aver invitato i cittadini americani a valutare l'idea di lasciare la regione a causa di una possibile "escalation", l'inquilino della Casa Bianca ha operato una nuova giravolta.
Domenica 2 agosto, attraverso il suo social network Truth, ha annunciato la sospensione degli attacchi, subordinando però la tregua a un rapido raggiungimento di un accordo. Questa alternanza tra tensione e distensione, tipica della gestione trumpiana del conflitto, ha contribuito a mantenere alta la volatilità sui mercati, ma non ha scalfito l'euforia che ha avvolto il titolo Amazon.
Anzi, in un contesto di calo del prezzo del greggio e di speranze, seppur flebili, legate a una possibile de-escalation in Medio Oriente, gli investitori hanno trovato nel comparto tecnologico un rifugio sicuro e redditizio. La trimestrale di Amazon è stata la scintilla che ha acceso un fuoco già alimentato da aspettative positive, e il mercato ha risposto con una fiducia che non si vedeva da anni.
Impatto sulla classifica dei miliardari
L'impennata del titolo ha avuto conseguenze immediate e tangibili sul patrimonio personale di Jeff Bezos, che è riuscito a superare Sergey Brin nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta. Un sorpasso che assume un significato particolare perché avviene in un momento di trasformazione per Amazon, che sta investendo massicciamente sull'Intelligenza artificiale e sul potenziamento dei suoi servizi cloud, settori chiave per la crescita futura.
La capitalizzazione che ha superato i 3 mila miliardi di dollari non è solo un numero, ma un indicatore della forza di un modello di business che, nonostante la concorrenza agguerrita e le incertezze macroeconomiche, continua a generare valore e a trainare l'intero settore tecnologico a Wall Street. Il dato è tanto più rilevante se lo si confronta con le performance di altri giganti del web e della finanza, che pur registrando ottimi risultati non sono riusciti a replicare lo slancio di Amazon in questa specifica sessione.
Le prospettive per i Big Five
L'ingresso di Amazon nel club dei 3 mila miliardi la rende di fatto una "Big Five" a tutti gli effetti, un gruppo ristretto che ora domina le classifiche di Borsa e che rappresenta quasi un quinto dell'intero indice S&P 500. La spinta data dall'entusiasmo per l'AI ha favorito tutte queste società, ma Amazon ha dimostrato di avere una marcia in più, sfruttando la fiducia degli investitori nella sua capacità di innovare e di espandere i margini di profitto.
In questo scenario, la posizione di Bezos come terzo uomo più ricco del mondo potrebbe essere solo una tappa di passaggio, considerando che il distacco da Brin è ormai consolidato e che l'obiettivo dichiarato, seppur non ufficialmente, è quello di riconquistare la vetta assoluta. Il mercato, intanto, guarda con attenzione ai prossimi passi dell'amministrazione Trump e all'evoluzione del conflitto mediorientale, due variabili che potrebbero influenzare il sentiment generale e, di conseguenza, le sorti dei titoli tecnologici.
Per ora, però, la musica suonata da Amazon è quella di un valzer trionfale, che ha riportato il suo fondatore sul podio più alto della finanza globale.
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