Meloni alla Milano Fashion Week: il governo c'è, la premier alla cena di gala di Palazzo Reale
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato ieri sera al Gala Dinner della Camera Nazionale della Moda Italiana a Palazzo Reale, l'evento che ha inaugurato la Milano Fashion Week 2026. Ad accoglierla, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e il presidente di Camera Moda Carlo Capasa.
La premier si è presentata con un tailleur giacca e pantaloni blu notte e camicia bianca, un look classico che ha segnato il suo ritorno a un appuntamento della settimana della moda milanese a dieci anni di distanza dall'ultima volta, quando nel 2016 fu Matteo Renzi a presenziare a Palazzo Reale.
La dichiarazione della premier e il sostegno al comparto
A margine della serata, la presidente del Consiglio ha spiegato le ragioni della sua presenza con parole che hanno messo al centro il valore economico della filiera. «Ho pensato che fosse particolarmente giusto quest'anno, in un momento che non è facilissimo per un comparto che però continua a darci grandi risultati, dare un segnale anche fisico di presenza e di vicinanza, non solamente con i provvedimenti, non solamente con le risorse, avrà visto i 100 milioni per incentivare gli investimenti. L'ultima di tante cose che stiamo facendo, però anche esserci fisicamente penso che sia un modo bello di dire grazie al settore per quello che fa per la nostra economia, per la nostra forza, per la nostra rappresentazione nel mondo e anche per dire che il governo c'è».
Il riferimento è alla misura varata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, che attraverso la legge annuale sulle piccole e medie imprese ha stanziato 100 milioni di euro per sostenere i programmi di sviluppo delle PMI della filiera della moda, con una riserva del 25% destinata alle micro e piccole imprese.
Il tavolo d'onore e i protagonisti del fashion system
Al tavolo con la premier hanno preso posto alcune delle figure di maggiore peso nel panorama internazionale della moda e del lusso. Tra gli invitati, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, l'amministratore delegato di Kering Luca de Meo, Alfonso Dolce di Dolce&Gabbana, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle di Tod's, Renzo Rosso di OTB, Remo Ruffini di Moncler, Andrea Guerra del gruppo Prada, Gildo Zegna, Brunello Cucinelli e Anna Wintour, Global Editorial Director di Vogue.
La serata ha rappresentato un momento di incontro tra il mondo delle istituzioni e un settore che, secondo i dati diffusi dalla stessa Camera Nazionale della Moda Italiana, rappresenta circa il 5% del prodotto interno lordo nazionale e conta all'incirca un milione di occupati.
Il menu stellato e la mostra su Dalí
La cena, preparata dai fratelli Enrico e Roberto Cerea del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio, ha previsto una terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico come antipasto, seguita dai Paccheri alla Vittorio come portata principale, il tutto accompagnato da Franciacorta delle tenute Marchesi Antinori e Ca' del Bosco.
L'evento inaugurale si è tenuto in occasione dell'apertura della mostra Dalí e la Moda, allestita a Palazzo Reale dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, che raccoglie oltre 200 opere e documenti tra dipinti, abiti, gioielli e fotografie provenienti dalle principali collezioni daliniane e dagli archivi di maison come Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne.
Le polemiche politiche per l'assenza all'Onu
La scelta di partecipare alla cena milanese mentre a New York era in corso l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha suscitato le critiche delle opposizioni. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha commentato la decisione con un video diffuso sui social, sostenendo che la presidente del Consiglio avrebbe lasciato il compito di rappresentare l'Italia al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Partecipare all'Onu è un dovere, non uno schiribizzo della premier», ha dichiarato Renzi, definendo la scelta «una vergogna» e «una figuraccia».
Alla premier è stata anche rivolta una domanda sul cosiddetto caso Tajani, innescato dalle dichiarazioni del ministro sulla lunghezza delle gonne, alla quale Meloni ha risposto liquidando la questione: «Ho già risposto, non ingigantirei e non mi pare debba essere materia di discussione della settimana della moda».
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