Meloni alla cena di gala della Fashion Week: il governo accanto al Made in Italy
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato martedì sera a Palazzo Reale alla cena di gala organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana per inaugurare la Milano Fashion Week, in programma dal 22 al 28 settembre 2026. Ad accoglierla nel cortile del museo il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Cnmi Carlo Capasa, insieme al prefetto Claudio Sgaraglia.
La premier, con un completo nero in raso e camicetta bianca firmato Ermanno Scervino, ha salutato alcuni tra i principali imprenditori del settore, tra cui Alberta Ferretti, Brunello Cucinelli, Remo Ruffini e Renzo Rosso.
Il segnale alle istituzioni e il valore del comparto
«Ho pensato che fosse particolarmente giusto quest'anno, in un momento che non è facilissimo per un comparto che però continua a darci grandi risultati, dare un segnale anche fisico di presenza e di vicinanza», ha dichiarato la presidente del Consiglio al suo arrivo.
Parole alle quali ha fatto eco il numero uno della Camera Nazionale della Moda: «Apprezziamo molto la vicinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni alla Milano Fashion Week e al Made in Italy e, attraverso la sua presenza alla cerimonia di apertura, l'attenzione delle istituzioni verso un'industria strategica per il nostro Paese», ha commentato Capasa, ricordando che la moda italiana «rappresenta circa il 5% del Pil e conta circa un milione di occupati».
L'ultima volta che un presidente del Consiglio in carica aveva preso parte alla settimana della moda milanese risale al 2016, quando Matteo Renzi fu ospite di una cena proprio a Palazzo Reale.
La polemica politica e il contesto internazionale
La partecipazione della premier alla kermesse milanese non è passata senza critiche. Il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha attaccato Meloni sostenendo che avrebbe «disertato» l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York per presenziare ad «interviste asservite da Vespa» e alla Fashion Week. «Forse la premier ha bisogno che qualcuno le ricordi delle guerre in corso e dei guai che gli italiani stanno passando a loro seguito, a cominciare dal caro carburanti e dell'energia», ha aggiunto il pentastellato.
La cena di gala, allestita in occasione dell'inaugurazione della mostra «Dalí e la moda», ha riunito al tavolo della premier i vertici delle principali maison e gruppi del lusso internazionale. Tra gli altri, l'amministratore delegato di Kering Luca de Meo, l'ad di Dolce&Gabbana Alfonso Dolce, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle di Tod's, Remo Ruffini di Moncler, Andrea Guerra del gruppo Prada, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli. Presente anche Anna Wintour, Global Editorial Director di Vogue, e l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta.
I numeri di un'industria strategica
I dati diffusi nei mesi scorsi dall'Osservatorio «Il Bello della Moda», realizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana con McKinsey & Company, delineano un comparto che vale circa il 5% della produzione industriale nazionale e che per ogni milione di euro di produzione genera 19 posti di lavoro, quasi cinque volte la media degli altri principali settori manifatturieri. La filiera è distribuita in 47 province e dà lavoro a oltre 500 mila persone direttamente, che salgono a quasi un milione considerando l'intera catena del valore.
Sul fronte dell'attrattività internazionale, fino al 70% degli studenti delle principali scuole di moda italiane arriva dall'estero, mentre quasi sette visitatori su dieci indicano la moda tra le ragioni principali della scelta dell'Italia come destinazione di viaggio. Nel 2025 le Fashion Week milanesi uomo e donna hanno richiamato oltre 420 mila visitatori, con una presenza internazionale del 47%.
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