Milano, il doppio attacco e i precedenti dell'uomo indagato per l'omicidio di Aurora
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Redazione Interno
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Poche ore, un'unica zona e due giovani vite incrociate con la stessa violenza. La notte tra domenica e lunedì scorso, un'aggressione alla fermata della metropolitana di Cimiano ha preceduto di poco il ritrovamento del Corpo senza vita di Aurora Livoli, diciannovenne, in un cortile di via Paruta, a Milano. A legare i due episodi, secondo gli investigatori, è la figura di Emilio Gabriel Valdez Velazco, un peruviano di 57 anni ora in carcere per la prima aggressione e formalmente indagato per l'omicidio della giovane. La dinamica del primo episodio, ricostruita dalla testimonianza della studentessa sopravvissuta, Camila, offre uno spaccato agghiacciante di ciò che potrebbe essere accaduto. La ragazza, che si è salvata solo grazie alle sue urla, ha raccontato di essere stata afferrata alle spalle, con una stretta fortissima al collo, da un uomo che le ripeteva “tu oggi muori, morirai”, mentre tentava di trascinarla in un luogo buio e isolato.
La testimonianza che collega le due storie
Il racconto di Camila, la cui identità è protetta, ha fornito agli inquirenti un tassello decisivo per ricostruire le mosse del sospettato in quelle ore cruciali, fornendo anche un possibile movente per entrambi gli attacchi, apparentemente privi di una relazione preesistente tra aggressore e vittime. La giovane, che ha avuto la forza di reagire urlando fino a far fuggire l’uomo, ha sottolineato come si sia sentita per un attimo in bilico tra la vita e la morte, in una situazione dalla quale Aurora Livoli, purtroppo, non è uscita. Le indagini, che proseguono senza sosta, stanno cercando di accertare ogni dettaglio dell'ultimo spostamento della diciannovenne e di chiarire la sequenza esatta degli eventi in quella notte di fine dicembre.
Un passato criminale e le espulsioni
Il profilo di Emilio Gabriel Valdez Velazco che emerge dagli atti è quello di un uomo con numerosi alias e un pesante curriculum di reati, che spaziano dalla rapina aggravata all'immigrazione clandestina, fino alla violenza sessuale. Precedenti penali, questi ultimi, che si riferiscono a episodi del 2019, del 2024 e del 2025. Nonostante il ripetersi delle condotte violente, l’uomo ha scontato effettivamente il carcere solo per il reato di violenza sessuale risalente al 2019, circostanza che solleva interrogativi sulle misure successive adottate. Elemento non secondario, e che getta un'ombra sulla gestione del caso, è il fatto che il cinquantasettenne sia stato già espulso dal territorio italiano in due diverse occasioni, senza che questo ne abventasse definitivamente il rientro o ne prevenisse ulteriori azioni criminose.
Le indagini e il quadro processuale
La magistratura milanese sta ora lavorando per consolidare il quadro probatorio, unendo i fili delle due aggressioni per costruire un'accusa solida. La violenza subita da Camila, per la quale Valdez Velazco è già detenuto, rappresenta un capo d'imputazione autonomo ma profondamente connesso alle indagini per la morte di Aurora Livoli. Gli inquirenti, analizzando ogni riscontro tecnico e testimonianza, devono sciogliere i nodi relativi agli spostamenti e alla condotta dell’indagato in quella sera, cercando di comprendere se vi sia stata una pianificazione o una tragica casualità negli incontri con le due giovani donne. Il percorso giudiziario, che si prospetta lungo, muove i suoi primi passi da questi elementi di fatto, mentre la città cerca di dare un senso a una tragedia che ha scosso l'opinione pubblica.




